Eccomi qui… mi chiamo Sara e sono una Web Developer
Non è facile raccontarsi e descrivere la propria vita in poche righe, comunque cercherò di farlo.
Il mio inizio ha luogo in provincia di Padova nel 1976.
Cresciuta, fortunatamente, in mezzo al verde della natura, con la possibilità di giocare sull’erba e a sporcarmi senza aver paura di dover tornare a casa e veder volare schiaffi. Non che mia madre non brontolasse quando mi vedeva imbrattata di fango o di erba, ma sapendo che non poteva far nulla per cambiarmi, mi sopportava per com’ero.
Come ogni bambina di quell’epoca, non avevo ancora chiaro in testa cosa avrei fatto da grande, quindi ho seguito gli studi che i miei genitori potevano permettersi di farmi fare, in un ITCS. Il destino ha voluto che fossi ammessa in una classe con un indirizzo sperimentale di informatica. Gettavo le prime basi per diventare un programmatore.
Una delle materie in cui non brillavo, anzi, che odiavo fortemente era dattilografia (la seconda era educazione fisica, odiavo le coreografie e non riuscivo ad avere il ritmo giusto per seguirle e memorizzarle). Alla fine del primo anno infatti in pagella mi ritrovavo con questo 4 sul groppone. E non era per niente soddisfacente! Passai l’estate a trascrivere il testo di qualche libro preso in prestito alla biblioteca comunale su fogli A4 strimpellando con la mia macchina per scrivere Olivetti lettera 35, regalatami dai miei genitori con lo scopo di recuperare quel terribile voto.
Nel corso degli anni, poi, non ho mai avuto problemi di sorta con gli studi.
A volte passavo l’estate a scrivere del codice in Cobol o in Pascal, non perchè ne avessi bisogno, ma perchè mi divertiva vederne i risultati e capire quale istruzione era più consona ad ottenere il risultato desiderato.
Così facendo, parecchi anni fa, dopo aver trascorso ben 9 giorni a casa senza alcun lavoro, mi sono imbattuta in un annuncio su un giornale. Cercavano sostanzialmente una figura che si sarebbe occupata di inserimento dati in un database.
Veniva quindi ad essermi utile quell’estate passata davanti alla macchina per scrivere, in quanto per essere assunta bisognava dimostrare di essere parecchio veloce nell’inserimento.
E così è cominciata la mia nuova avventura.
Da data entry a programmatore.
Il passo non è stato brevissimo.
La mia predisposizione ad imparare e la mia forma mentis mi ha permesso di diventare uno Sviluppatore Web.
Una figura professionale, sorta con le origini di internet a portata di tutti, che sviluppa applicazioni Web Based, la struttura e la logica di un sito e soprattutto le automazioni.
Quel lavoro mi dava la possibilità, a volte, di aver del tempo libero in azienda che io sfruttavo immancabilmente per ribaltare il DBMS (in questo caso Filemaker per Mac) che faceva da raccoglitore di annunci. A volte davo una mano ai colleghi con le stampanti capricciose o facevo da intermediario tra colleghi e il provider di connessione che nessuno era in grado di capire.
Vedendomi parecchio smanettona e intraprendendo la via di internet, il capo mi diede la possibilità di gestire un sito internet presviluppato in php da un’agenzia esterna.
Da allora e fino al fatidico anno della crisi, ho sempre avuto tantissimo lavoro e responsabilità, tanto da portarmelo a casa, quando non ero in grado di finirlo in orario di ufficio. Ma non mi è mai pesato, anzi, mi dava soddifazione.
Contrariamente a quanto si può pensare, quando la crisi economica si è abbattuta nell’azienda per la quale lavoravo come un fulmine a ciel sereno, avevo così tanto codice da sviluppare che lavoravo alacremente anche di domenica.
Nonostante i miei sforzi, non ci fu nulla da fare. E il progetto affondò e con lui me e i miei colleghi.
Impiegai un mese a trovar un nuovo impiego. Il mio ruolo era diventato Web Developer in una Web Agency. Attraverso questa attività ho avuto modo di affrontare diverse problematiche di molti clienti dell’agenzia. Un ottimo modo per farsi le ossa in un mondo che volge sempre più lo sguardo verso internet.
A volte però, arriva il momento di lasciare la sicurezza del nido e di un lavoro dipendente per cercare nuovi spunti e dopo alcuni mesi di riflessione, mentre continuavo a prestare la mia attività nella Web Agency, ho avuto questo nuovo stimolo: aprire qualcosa di tutto mio.
Eccomi qui infatti, mentre sto cercando di mettere in piedi il mio progetto!
Cosa faccio?
Da quando ho avuto modo di lavorare col web, mi sono occupata di “problem solving” e cioè di risolvere i problemi che il mio datore di lavoro mi poneva.
protocolli di rete (ftp, http, https, ssh, ecc…)
Server Web e i loro moduli principali
Data Base
Sicurezza informatica
linguaggi di programmazione
Un web developer deve aver conoscenze anche di grafica e saper usare:
Photoshop
CSS, CSS3
Bootstrap
per poter trasformare la grafica sviluppatata staticamente (jpg o PSD) in un prodotto dinamico e VIVO.
Tutti i giorni collaboro con:
Web designer
Webmaster
Web content Manager
Digital Marketer
Project Manager
Client Manager
con loro lavoro in team anche da remoto.
Altre cose fatte per passione
Ho fatto tante cose nella mia vita e una di queste è stata essere un co fondatore di un club a fine degli anni ’90. Un club, una associazione in cui si ritrovavano gli appassionati di un modello di auto in particolare: Autobianchi Y10. Tra le tante attività che dovevo portare avanti come fondatore c’era anche la redazione di un Giornalino bimestrale (retaggio che mi portavo avanti dalle Superiori, in cui appunto collaboravo per la stesura del Giornalino d’Istituto). All’epoca non esisteva In Design. All’epoca facevi tutto a mano, sacrificando le foto che avevi, ritagliando il testo, disegnando a mano. Veniva poi consegnato in copisteria per fare 20 / 30 fotocopie alla volta. Poi a casa, con la cucitrice montavi il tutto. Per poi spedire in busta grande ai vari soci. Tempi del tutto diversi. Qui lascio le scansioni di quel Giornalino.