Whistleblowing
Che cos’è il Whistleblowing
Con il termine whistleblowing s’intende la rivelazione spontanea da parte di un individuo, detto “segnalante” (in inglese “whistleblower”) di un illecito o di un’irregolarità commessa all’interno dell’ente, del quale lo stesso sia stato testimone nell’esercizio delle proprie funzioni. Il segnalante spesso è un dipendente ma può anche essere una terza parte, per esempio un fornitore o un cliente.
Si parla di whistleblowing “interno” quando la segnalazione viene fatta da un dipendente dell’azienda per tramite di canali di segnalazione interni all’azienda. Questi strumenti hanno lo scopo di garantire una via di comunicazione a tutti coloro che sono a conoscenza di illeciti o atti non etici avvenuti all’interno dell’organizzazione.
Quando la denuncia viene fatta pubblicamente, ad esempio all’autorità giudiziaria o alla stampa, si parla di whistleblowing di tipo “esterno”. Spesso questa forma viene scelta da coloro i quali non ripongono sufficiente fiducia nei confronti della propria organizzazione o che non considerano adeguati i sistemi e/o le procedure interne di gestione dei casi.
Indipendentemente dalla modalità tramite la quale la segnalazione è stata effettuata, per poter essere considerata a tutti gli effetti una segnalazione di “whistleblowing” la denuncia deve riguardare degli illeciti disciplinati dal diritto nazionale o europeo. Tuttavia, le singole policy e procedure aziendali possono allargare lo spettro di casistiche attinenti, arrivando a coprire comportamenti non etici o non conformi al Codice di condotta.
Ovviamente va tenuto in considerazione che il whistleblowing si riferisce a violazioni di una legge o regolamento, alla minaccia di un interesse pubblico come in caso di corruzione e frode e/o a gravi e specifiche situazioni di pericolo per la salute e la sicurezza pubblica e va distinto da una qualunque “lamentela”, la quale è invece di solito legata ad una questione di interesse personale.
Quali sono i casi tipici segnalati dai whistleblower?
Gli scenari sono tanti e diversi, ma molto spesso le segnalazioni interessano questi ambiti:
- Corruzione
- Discriminazione e molestie sul posto di lavoro
- Violazioni della legge e reati penali
- Violazioni dei diritti umani
- Corruttibilità attiva e passiva
- Mala amministrazione o mala gestione
- Insider trading
- Uso improprio dei dati (privacy)
Queste azioni possono celare rischi e conseguenze di proporzioni diverse per i dipendenti, le aziende o interi Paesi. È quindi fondamentale che i comportamenti non etici vengano portati alla luce, per impedire che singole persone e aziende si arricchiscano illecitamente o commettano altri crimini senza alcuna conseguenza penale.
Chi deve adeguarsi alla direttiva UE sul Whistleblowing?
In Italia, con l’entrata in vigore del Decreto Whistleblowing (d.lgs 24/2023) a marzo 2023, la disciplina del whistleblowing è stata aggiornata. Le organizzazioni pubbliche e private con sede nell’UE e con 50 o più dipendenti devono rispettare i requisiti della direttiva per evitare sanzioni. La direttiva sul Whistleblowing si applica inoltre alle autorità locali che si rivolgono a oltre 10.000 persone. L’implementazione di un canale di segnalazione interno è richiesto anche per le aziende che hanno adottato il Modello 231, indipendentemente dal numero di dipendenti. Anche le aziende che si occupano di alcuni specifici settori (servizi, prodotti e mercati finanziari e prevenzione del riciclaggio o del finanziamento del terrorismo, sicurezza dei trasporti e tutela dell’ambiente), anche se nell’ultimo anno non hanno raggiunto la media di almeno cinquanta lavoratori subordinati con contratti di lavoro a tempo indeterminato o determinato devono rispettare i requisiti della direttiva per evitare sanzioni.
IMPORTANTE: Anche se la tua azienda ha sede al di fuori dell’UE, se hai una filiale UE con almeno 50 dipendenti, anche tu devi adeguarti alla direttiva.
Quali sono i vantaggi per le aziende?
Avere un sistema di segnalazione non garantisce solamente delle tutele nei confronti di chi desidera rivelare degli atti illeciti, ma avvantaggia anche aziende e organizzazioni sotto numerosi punti di vista.
L’individuazione precoce di irregolarità commesse all’interno dell’azienda, ad esempio, contribuisce ad individuare tempestivamente una possibile soluzione e previene l’insorgere di altre problematiche. L’esperienza dimostra che le organizzazioni perdono circa il 7% del loro fatturato annuale a causa di violazioni. In particolare le segnalazioni interne possono aiutare a scoprire una parte significativa di questi casi e quindi a ridurre al minimo i danni finanziari.
Limitando la fuoriuscita di notizie all’esterno dell’organizzazione, si riduce anche il rischio di andare incontro a danni reputazionali e di immagine. In ultimo, le aziende che adottano strumenti di segnalazione trasparente con i propri stakeholder vengono percepite come più sostenibili da dipendenti, fornitori, clienti e partner, in quanto a norma di legge e promotori di una cultura etica trasparente e basata sulla fiducia.
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