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Un altro modo per inviare SMS dal PC

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Ma perché usare questo tipo di software anziché il proprio cellulare?

Vi sono diversi motivi, alcuni molto interessanti: uno di questi è che gli SMS inviati dal web o da software appositi costano molto di meno. Basterà confrontare le tariffe e vi accorgerete del risparmio.

Detto questo, oggi vi segnaliamo Smsevia.it un servizio che mette a disposizione 2 sistemi di invio:

1) Mediante un software installabile su tutti i PC dotati di sistema operativi Windows 2000, Windows XP, Windows Vista e naturalmente Windows 7.

2) Mediante un'interfaccia web, attraverso un comodo pannello di controllo dal quale è possibile gestire infinite rubriche ed inviare non solo SMS singoli e multipli, ma anche MMS singoli e multipli.

L'invio di SMS tramite l'interfaccia web è utilizzabile con qualsiasi sistema operativo, quindi anche Linux e Mac. Vi consigliamo di utilizzare la modalità "SMS Alta qualità" poiché, grazie ad essa, è possibile ricevere anche la notifica di ricezione, senza alcun costo aggiuntivo: quindi potrete sapere quando il messaggio viene consegnato sul telefonino del destinatario.

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Licenza omaggio per WinX Blu-ray Decrypter

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WinX Blu-ray Decrypter è un ottimo software progettato per decriptare e successivamente salvare sul proprio PC i film su dischi Blu-ray: l'interfaccia chiara ed intuitiva consente di effettuare tutta l'operazione in maniera semplice, veloce e sicura, in grado di soddisfare le esigenze di tutti, esperti e non.

Per maggiori informazioni vi rimando sul sito ufficiale.

Compatibile con Windows 98/NT/2000/2003/XP/Vista /Windows 7.

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Se volete approfittare della promozione in corso, avete tempo fino alle ore 01:00 di Lunedì 11 Gennaio, poiché in questo periodo il programma viene offerto gratuitamente per tutti in versione completa.

Se siete interessati al software potete collegarvi con questa pagina, dove visualizzerete la licenza promozionale da inserire successivamente per attivare il programma: per scaricarlo invece cliccate su Free Download.

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Sempre nella stessa pagina trovate alcune preziose informazioni inerenti il giveaway proposto, tra cui spicca il fatto che "non sarà possibile effettuare l'upgrade ad una versione successiva in futuro, che però potrà essere acquistata ad un prezzo notevolmente inferiore."

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Procedete con l'installazione: quando richiesto inserite la licenza ed attivatelo.

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Rippare DVD alla massima qualità: guida completa ad HandBrake

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Qualche tempo addietro, abbiamo pubblicato una lunga guida ad un programma chiamato FairUse, grazie al quale è possibile riversare sul proprio disco fisso una copia di un qualsiasi DVD video, potendo contare sulla compressione offerta dai codec DivX e MP3 per ridurre ulteriormente le dimensioni delle componenti video ed audio del file generato.

FairUse rimane ad oggi uno strumento piuttosto valido per effettuare questa operazione. Ciò nonostante, lo sviluppo del programma è ormai fermo da molti mesi, e la sensazione che il progetto sia in procinto di essere abbandonato è piuttosto forte.

Negli ultimi anni in compenso, un nuovo applicativo completamente open source denominato "HandBrake" ("freno a mano") ha spinto forte sull'acceleratore ed è, ad oggi, uno degli strumenti più completi per chi desidera trasporre i propri DVD video in un formato compresso da conservare su disco fisso.

HandBrake200912_1.png

Parallelamente alla crescita di HandBrake, sono stati ottimizzati anche algoritmi innovativi per comprimere audio e video, che possono portare a risultati nettamente superiori all'accoppiata DivX+MP3.

H.264 soppianta DivX

Per quanto riguarda la parte video, è stato perfezionato il codec H.264 (lo stesso impiegato nei dischi ad alta definizione) e, soprattutto, il programma open source x264 che consente di impiegare H.264 per la compressione in ambito domestico.

Si tratta, brevemente, di un metodo di compressione alternativo a DivX, che implementa algoritmi differenti e principi parzialmente diversi.

Utilizzare l'uno piuttosto che l'altro porta alcuni vantaggi ed altri svantaggi: fra i primi, spiccano sicuramente una migliore qualità dell'immagine di H.264 rispetto a DivX.

Il principale svantaggio riguarda invece la compatibilità: i lettori da tavolo in grado di leggere video codificato in H.264 sono ancora pochi.

AAC soppianta MP3

Per la componente audio invece, la scelta oggi migliore sul mercato è AAC, lo stesso formato di compressione utilizzato per le tracce audio acquistabili su iTunes.

Il vantaggio principali rispetto ad MP3 riguarda la possibilità di preservare la separazione dei diversi canali audio: è quindi possibile rippare un DVD mantenendo i caratteristici effetti sonori "surround 5.1". Nettamente migliore anche la fedeltà all'originale, a parità di bitrate.

Gli svantaggi, riguardano nuovamente la compatibilità.

Matroska soppianta AVI

Nella guida relativa ai codec audio e video, abbiamo visto che è necessario discutere anche di un terzo elemento: il formato che racchiude audio e video in uno stesso file, detto "container".

Il più diffuso in ambito Windows è sicuramente l'AVI, che però è ormai decisamente obsoleto.

Preferendo il contenitore Matroska (estensione .mkv) potremmo dotare il nostro rip anche di sottotitoli, suddivisione in capitoli e molto altro ancora, il tutto in un singolo file.

L'obbiettivo di questa guida

L'obbiettivo principale di chi legge questa guida è quello di rippare DVD mettendo al primo posto la qualità del risultato.

Il secondo obbiettivo è quello di contenere le dimensioni del file generato: come è evidente, questo è in contrasto con il punto predente. Sarà quindi necessario fare dei compromessi: in caso comunque, si tenterà di privilegiare la qualità.

Vogliamo inoltre che tutto sia contenuto in un singolo file.

Siamo intenzionati a visualizzare il nostro lavoro principalmente su PC, senza preoccuparsi della compatibilità con i lettori da salotto.

Siamo disposti ad accettare tempi di elaborazione piuttosto lunghi in cambio di tutto questo.

HandBrake, H.264, AAC e Matroska: si comincia

Fatta questa doverosa introduzione, inizieremo ora il nostro processo di rip.

Impiegheremo, per i motivi sopra esposti, il programma HandBrake, la compressione video H.264, il codec AAC per l'audio, e il formato Matroska come container.

Niente paura però: installando HandBrake avremo a disposizione già tutto l'occorrente per lavorare.

La prima cosa da fare è scaricare ed installare HandBrake. L'operazione si riduce a poche cliccate, terminate le quali sarà possibile lanciare il programma

HandBrake200912_1.png

HandBrake consente di convertire DVD già precedentemente riversati su disco come cartella VIDEO_TS, oppure aprire un'immagine ISO di un DVD Video, o, ancora, agire direttamente su un DVD fisico presente nel lettore.

Scegliere la fonte

Le tre opzioni elencate sono presentate nel menu Source presente nella barra degli strumenti. Cliccatelo, quindi selezionate il percorso sorgente nel quale è attualemente salvato il DVD che desiderate rippare

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Una volta espressa la vostra preferenza, potreste trovarvi davanti a due differenti scenari.

Nel primo, riceverete un errore: tale circostanza si verifica se state tentando di accede ad una sorgente non debitamente epurata dalla protezioni anti-copia: dovrete quindi ridurre ad icona HandBrake, sospendere il vostro lavoro attuale, seguire la guida "Come liberare un DVD Video dalle protezioni anti-copia" e quindi sincerarvi di ripetere l'operazione puntando ai file "liberi" invece che a quelli originali.

Selezionare la traccia

Nel secondo scenario invece, il programma elaborerà qualche secondo e tornerà quindi alla schermata iniziale, mostrando nel menu a discesa corrispondente all'etichetta Title un numero di traccia e la relativa durata

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La traccia più lunga è solitamente il contenuto principale (il film, o le puntate di una serie), mentre gli altri sono i vari contenuti extra, quali le animazioni che si vedono nei menu, le interviste agli attori, le scene tagliate e via dicendo.

In questo frangente, ci concentreremo sul contenuto principale: potrete successivamente ripetere il procedimento anche per le altre tracce che desiderate acquisire.

Dove salvare il file?

Spostiamo la nostra attenzione ora sui controlli del gruppo Destination: cliccando Browse, accederemo ad una finestra di dialogo dalla quale è possibile specificare il percorso in cui salvare il film rippato, il nome del file ed il relativo contenitore.

Percorso e nome sono a discrezione dell'utente, mentre il container da impostare è mkv (Matroska)

HandBrake.4.jpeg

Una volta indicato dove si desidera salvare il file, sarà sufficiente cliccare il consueto Salva per chiudere la finestra di dialogo e ritornare alla videata principale di HandBrake.

Formato e "crop"

Se già non lo fosse, sinceratevi che l'opzione selezionata dal menu a discesa Container sia appunto MKV File e che il metodo di Cropping presente nella parte di destra della scheda sottostante (importantissimo per rimuovere le fastidiose bande nere ed ottimizzare il risultato finale) sia impostato su Automatic: nelle mie prove infatti, l'automatismo ha funzionato sempre egregiamente.

Quando le dimensioni contano

Notate ora la colonna di funzionalità Size (alla sinistra dei controlli di cropping) e prestate attenzione alla dicitura Aspect Ratio.

Se riporta il valore 1,33, selezionate None dal menu Anamorphic, mentre se riporta 1,78, selezionate Loose.

[Breve spiegazione per i più curiosi: i filmati con Aspect Ratio uguale 1,33 sono i classici 4:3, ovvero le dimensioni dei televisori tradizionali. Quelli il cui valore è 1,78 invece, sono in formato 16:9 (widescreen): questi ultimi possono essere salvati su DVD con una modalità particolare, chiamata Anamorfica, che ne migliora vistosamente la resa (qui una spiegazione più tecnica). Non tutti i DVD widescreen sono effettivamente anamorfici, ma, attivando questa modalità, sarà possibile preservare questa importante caratteristica, se presente, anche nel nostro rip. Dalle mie prove, è emerso che in caso il DVD non sia anamorfico, mantenere attiva questa opzione non modifica in alcun modo il risultato. Come dire quindi: nel dubbio, mantenetelo attivo].

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In entrambi i casi, lasciate impostato al valore proposto di default entrambe le caselle Width e Height, di modo da mantenere la risoluzione originale.

Passiamo ora alla scheda Video filters.

Filtrare, per deinterlacciare

HandBrake include due funzionalità molto comode, che prendono il nome di "Decomb" e "Detelecine".

Alcuni DVD, soprattutto quelli più datati, sono realizzati con una tecnica che genera vistose alterazioni dell'immagine una volta che il filmato viene riprodotto su computer

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Per una volta, non si tratta di un meccanismo di protezione, ma semplicemente di un danno collaterale del meccanismo di codifica.

I due potenti filtri "Decomb" e "Detelecine" si occupano di eliminare automaticamente questo fastidioso "effetto veneziana".

Per abilitarli, è sufficiente selezionare la voce Default in corrispondenza dei primi due menu a discesa presenti nella scheda Video Filters

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La raccomandazione è quella di mantenerli sempre attivi, poiché funzionano in maniera "intelligente" ed entrano in funzione solamente in caso fosse veramente necessario.

La funzione Deinterlacing è l'approccio più datato allo stesso problema, e dovrebbe essere attivata solamente in caso l'"effetto veneziana" non fosse corretto dalle due opzioni precedenti. Tale filtro tende infatti a ridurre notevolmente la qualità dell'immagine.

Denoise e Deblock possono venire in aiuto in caso il DVD di partenza fosse mal realizzato, e mostrasse, rispettivamente, un "grana" dell'immagine particolarmente vistosa oppure la squadrettatura introdotta da compressioni video troppo spinte. È importante che tali caratteristiche siano disponibili, ma non risultaano generalmente necessarie.

Sinceratevi che Grayscale Encoding sia disattivato, dato che non vogliamo ottenere un rip in bianco e nero.

Passiamo ora a lavorare sulla scheda Video.

Video

Dal menu a discesa Video Codec, sinceratevi sia selezionato H.264 (x264).

Controllate quindi il menu Framerate (FPS) e verificate che l'opzione selezionata sia Same as source.

È importante ora spendere qualche parola circa il gruppo di opzioni Quality. Da qui è possibile scegliere se, rispettivamente:

  • Specificare la dimensione finale del file e lasciare che la qualità vari di conseguenza
  • Specificare la qualità media con cui si desidera eseguire il rip
  • Specificare la qualità media con cui si desidera eseguire il rip in percentuale rispetto all'originale

Per quanto detto durante l'introduzione, siamo interessati a stabilire che la qualità deve essere alta, e siamo disposti per questo a far passare in secondo piano le dimensioni del file finale: andremo quindi ad attivare l'opzione Avg Bitrate (kbps), specificando poi il valore 1600.

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1600 è un valore che riesce a preservare davvero bene la qualità del DVD originale senza incidere troppo sulle dimensioni del file finale: si otterrà un file di 1.2 GB per una pellicola di un ora e mezza circa, comprensiva di doppia traccia audio italiano-inglese.

Trattandosi comunque di considerazioni soggettive, raccomando di fare qualche prova anche con valori attorno a 1300 (qualità leggermente più bassa, ma dimensioni del file più contenute) o 1900. Superare queste soglie, a mio personalissimo avviso, porta a degradare eccessivamente la qualità da una parte, e ad uno spreco di spazio senza reali benefici dall'altra.

Una volta specificata la modalità Avg Bitrate (kbps), notate che i checkbox 2-Pass Encoding e Turbo first Pass divengono cliccabili: sinceratevi di spuntare tali caselle prima di proseguire.

La prima migliora sensibilmente il risultato visivo del filmato generato, mentre la modalità "turbo" fa sì che vengano contenuti alcuni tempi di elaborazione, a meno di una perdita di qualità che è comunque impercettibile senza usare appositi strumenti di rilevazione.

Passiamo ora a specificare le opzioni relative all'audio.

Grazie alla scheda Audio, possiamo esprimere le nostre preferenze inerenti il rip della componente sonora.

L'interfaccia grafica è cambiata notevolmente in questa sezione del programma contestualmente all'ultimo aggiornamento: le funzionalità sono le stesse, ma sono disposte in una maniera completamente differente. A mio modesto avviso, la scelta non è stata particolarmente felice: ho comunque aggiornato l'intera trattazione di conseguenza.

La prima cosa da fare in questa schermata è quella di selezionare la voce presente nell'elenco sottostante (è quella che porta come valore dell'attributo Source il dato Automatic) e quindi cliccare su Remove

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A questo punto, dovete selezionare la traccia audio italiana dal menu a discesa Source. Se sono presenti molteplici voci Italiano, scegliete la prima: l'altra costituisce, quasi sempre, il commento del regista.

Impostate quindi il codec dal menu a tendina Audio Codec: la nostra scelta, per via dei vantaggi illustrati in apertura, sarà AAC (faac).

La voce Mixdown deve essere impostata su 6 Channel Discrete per preservare il multicanale.

La vicina Samplerate (kHz) può essere impostata invece in Auto.

Dal menu Bitrate (Kbps), è necessario selezionare la qualità con cui verrà trasposta la traccia sonora: 384 è la scelta pressoché obbligatoria se si desidera preservare l'audio surround.

A questo punto, se già la lingua italiana non è apparsa nell'elenco sottostante, cliccate sul pulsante Add Track.

Aggiungere la traccia inglese

Il formato Matroska consente di inserire due (o più) tracce audio distinte all'interno dello stesso file. Se siete interessati ad affiancare la traccia audio inglese nel vostro rip, oppure il commento del regista, continuate a leggere. In caso contrario, passate subito al capitolo successivo.

Cliccate in un punto vuoto qualsiasi della lista delle tracce, quindi ripetete i passaggi descritti poco fa. Fate però bene attenzione a specificare la lingua inglese dal menu Source.

A questo punto, se lo desiderate, potete ripetere l'intera procedura per aggiungere anche la traccia in francese, spagnolo, tedesco e quant'altro, in caso fossero disponibili.

Ultimata questa fase, passiamo alla scheda Subtitles.

Subtitles

La scheda Subtitles consente di aggiungere i sottotitoli al nostro filmato

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Il programma offre un ventaglio piuttosto ampio di scelte: è possibile acquisire i sottotitoli da una fonte esterna, oppure inserire nel file rippato direttamente quelli presenti sul DVD. Di seguito, seguiremo questa seconda strada.

Selezionate la lingua della traccia di sottotitolo che volete estrapolare dal menu Track:, quindi notate le tre opzioni attivabili:

  • Forced Only: avete presente film come "Kill Bill", "Hero" o "Balla coi lupi"? sono pellicole nelle quali vi sono ampie parti parlate in lingua originale, sottotitolate. In talune occasioni, tali dialoghi sono "stampati" sul video, ma in altre sono inseriti come sottotitoli. In questa seconda circostanza, potreste voler abilitare la casella Forced Only per tentare di estrapolare in automatico non l'intera traccia di sottotitolo che accompagna la pellicola, ma solamente quelle parti che affiancano i dialoghi in lingua straniera.
  • Burned In: se abilitata, HandBrake procederà ad "imprimere" in modo permanente i sottotitoli sul filmato (diventeranno "hard-coded", come dettagliato nell'articolo "Come visualizzare filmati con sottotitoli"). Non sarà quindi possibile, in seguito, abilitarli o disabilitarli durante la riproduzione del filmato. Raccomando quindi vivamente di disabilitare questa opzione.
  • Default: questa opzione andrà ad indicare al player multimediale se la traccia in questione dovrà essere mostrata automaticamente in fase di riproduzione o se sarà inizialmente nascosta, lasciando all'utente il compito di abilitarla manualmente. Da notare che non sempre i riproduttori multimediali rispettano tale decisione: la colpa, comunque, non è di HandBrake.

Una volta impostate tali preferenze, premete il pulsante Add per completare l'operazione ed inserire la traccia di sottotitolo scelta.

Portatevi ora alla scheda successiva, ovvero quella dedicata alla suddivisione in capitoli.

C'è poco da configurare nella scheda Chapters. Da qui è semplicemente possibile scegliere se preservare o meno la suddivisione in capitoli (opzione Create chapter markers), e quali titoli assegnare agli stessi

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Dal canto mio, preferisco conservare la suddivisione in capitoli, pur senza modificare i titoli proposti.

Advanced

L'ultima scheda è quella che consente di specificare alcune opzioni avanzate relative al codec H.264.

Generalmente non è necessario operare in questa schermata, ma se siete ossessionati dall'intenzione di ottenere i risultati migliori in senso assoluto, raccomando di impiegare qualche minuto a configurare i parametri come da immagine

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Le opzioni sono molte e tecnicamente piuttosto complesse: una spiegazione dettagliata è presente nella documentazione ufficiale.

Visualizzare il tutto in anteprima

Come anticipato in apertura, l'operazione di rip configurata con questi livelli qualitativi può richiedere alcune ore (ne parlo più diffusamente durante nel paragrafo conclusivo). Prima di avviare un lungo processo il cui risultato potrebbe non essere quello desiderato, è sempre meglio utilizzare la funzionalità di anteprima: grazie ad essa, HandBrake rippa soltanto i primi secondi della pellicola, generalmente sufficienti a darvi un'idea di massima di quello che sarà il rip completo.

Per prima cosa, cliccate sulla voce di menu Tools e selezionate la voce Options, poi portatevi alla scheda Picture

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Da qui, sarete chiamati ad indicare dove trovare l'eseguibile di VLC media player: se non l'avete installato, dovrete procedere al setup manuale dello stesso prima di poter proseguire.

Ritornati alla schermata principale, sarà sufficiente cliccare sul pulsante Preview, quindi indicare il numero di secondi di anteprima che desiderate vedere dal menu a discesa Duration (seconds), ed infineavviare l'operazione cliccando sul pulsante Play with VLC.

Seguiranno alcuni secondi di elaborazione, al termine dei quali l'anteprima verrà visualizzata all'interno del riproduttore multimediale.

Salvare le preferenze

Arrivati a questo punto, siamo quasi pronti a dare il via alla ricodifica.

Prima di procedere, cliccate sul pulsante Add in basso a destra, assegnate un nome al vostro profilo, (sincerandovi di mantenere disattivato Store Cropping Values) e cliccate infine Add nella finestra di dialogo per confermare

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Ora selezionate il profilo appena salvato dall'elenco e cliccate Set default: in questo modo, ad ogni apertura successiva di HandBrake, le preferenze fino a qui specificate saranno caricate immediatamente.

Notate però che aspetti quali la scelta della sorgente, l'impostazione dell'audio e dei sottotitoli dovranno comunque essere configurati nuovamente ad ogni rip.

Avviare la codifica

A questo punto, siamo davvero pronti a iniziare la codifica.

Vi sono due modi di farlo: cliccando sul pulsante Start, presente nella barra degli strumenti, l'operazione partirà immediatamente.

Premendo Add to Queue invece, il lavoro verrà inserito in una coda di elaborazione, rendendo possibile immediatamente interagire con HandBrake ed aggiungere, allo stesso modo, altre operazioni (l'elaborazione dei contenuti extra, ad esempio): una volta terminato di aggiungere lavori alla coda, basterà cliccare su Show queue e quindi su Encode per avviare l'elaborazione in serie di quanto precedentemente preparato

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L'avanzamento delle operazioni, così come una stima dei tempi rimanenti, sono visualizzati da una finestra di terminale.

Tempi di codifica e considerazioni finali

Il processo di codifica, così come configurato, è piuttosto intensivo per la CPU: sul mio PC dotato di Athlon 64 3000+, sono necessari circa 10 minuti di elaborazione per ogni singolo minuto di filmato che si desidera rippare.

Questo significa che un film normale da circa due ore impiega il PC per circa 20 ore, mentre la trasformazione di una puntata di una serie TV da 40 minuti richiede pocopiù di 7 ore.

Per di più, il processo di conversione tende a monopolizzare il sistema, rendendo difficile lavorare durante una codifica: abbassando la priorità di HandbrakeCLI.exe comunque, la situazione si risolve facilmente.

Sulla nuova postazione governata da processore Intel Core i7 920, i tempi di codifica si sono più che dimezzati: sono necessari circa 2 minuti di elaborazione per ogni singolo minuto di filmato che si desidera rippare. Questo si traduce in poco più di 4 ore per un film, e meno di 90 minuti per un episodio di serie TV. Inoltre, grazie al fatto che sono presenti più core, il sistema è nettamente meno monopolizzato dal processo di HandBrake, e può essere usato senza troppi problemi anche durante la codifica.

I risultati sono davvero soddisfacenti: sapreste dire quali di queste due immagini è catturata da DVD e quale dal filmato trasposto in H.264?

Questa immagine Š presa da DVD.png

Questa immagine Š presa dal filmato H264.png

Passate con il mouse sugli screenshot per avere la risposta.

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Gestire le ISO senza masterizzare: guida completa a DAEMON Tools

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Nel corso dell'articolo "Gestire le immagini CD" abbiamo fatto la conoscenza della tecnologia grazie alla quale digitalizzare interi dischi in un solo file.

In quella occasione, spiegavamo che le "immagini CD" sono grossi archivi, di cui il formato ISO 9660 file system (estensione ".iso", appunto) è stato uno delle prime versioni, in grado di contenere l'intera copia di un supporto ottico, compresa la traccia di boot che consente al CD/DVD stesso di avviare il sistema.

Questo tipo di file è quindi studiato per essere masterizzato su un media fisico: allo stesso modo però, abbiamo visto che esistono anche programmi come Virtual CD-ROM che consentono di "montare" le immagini ISO come se fossero periferiche virtuali, ed accedere così al contenuto tramite un drive virtuale in Risorse del computer senza bisogno di scrivere un disco reale tutte le volte: il massimo della comodità!

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Purtroppo però, Virtual CD-ROM è compatibile unicamente con Windows XP a 32 bit: qualsiasi tentativo di farlo funzionare su una versione successiva del sistema operativo è destinata a fallire miseramente.

Come fare, quindi? La soluzione è utilizzare un software più recente, ugualmente gratuito, che svolge una funzione analoga: DAEMON Tools.

Formati supportati

Oltre al classico formato ISO, DAEMON Tools è in grado di caricare correttamente anche i seguenti tipi di file:

  • b5t / b6t / bwt (BlindWrite)
  • ccd (CloneCD)
  • cdi (DiscJuggler)
  • cue (Cue sheets)
  • mds (Media Descriptor File)
  • nrg (Nero Burning ROM)
  • pdi (Instant CD/DVD)
  • isz (Immagini ISO compresse)

Le tre versioni

DAEMON Tools si presenta in tre versioni differenti: Lite, Pro Standard e Pro Advanced. La lite, sulla quale ci concentreremo, è distribuita con una licenza che ne consente il libero impiego in ambienti non-professionali.

Le edizioni a pagamento includono alcune funzionalità avanzate in più rispetto a quella gratuita, ma, a conti fatti, si tratta di caratteristiche davvero poco interessanti. Per l'impiego che se ne deve fare, la lite è più che sufficiente.

Ma non era spyware?

Qualcuno avrà sentito parlare di DAEMON Tools in un contesto poco lusinghiero: a più riprese infatti, il programma è stato classificato come spyware.

In verità, si tratta di una nomea immeritata. La versione gratuita contiene sì una componente pubblicitaria, ma la sua installazione è del tutto opzionale: basta quindi prestare un minimo d'attenzione durante la fase di setup per non incorrere in alcun problema.

Compatibilità

Il programma è pienamente compatibile con Windows XP e Windows Vista, entrambi in versione a 32 oppure 64 bit.

Il produttore sostiene che, a partire dalla version 4.35.5, il software sia completamente compatibile anche con Windows 7. In verità, sebbene tutto funzioni correttamente già dalla compilazione precedente, il sistema operativo continua a segnalare una possibile incompatibilità: niente di cui preoccuparsi, comunque.

Installare SPTD

DAEMON Tools funziona utilizzando un driver chiamato SCSI Pass Through Direct (SPTD). Sebbene l'installazione del programma stesso veicoli sempre questo componente, spesso si tratta di una versione obsoleta: in questo momento non è così, ma, per ottenere i risultati ottimali, è bene installare le due cose separatamente.

Innanzitutto, accedete a questa pagina e scaricate l'installatore a 32 oppure 64 bit, a seconda della versione del vostro sistema operativo

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Una volta ottenuto il setup, eseguite il programma. Vi verrà mostrata una finestra simile a questa

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Cliccate su Install per proseguire

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Ultimata la breve operazione, vi verrà richiesto di riavviare manualmente il PC. Fatelo subito.

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A reboot completato (l'unico, promesso!) il driver sarà stato correttamente predisposto e poterete quindi installare DAEMON Tools vero e proprio: la procedura di setup di quest'ultimo, in caso rilevasse una build più aggiornata di SPTD già presente nel sistema, non istallerà l'eventuale versione obsoleta integrata.

Portatevi ora a questa pagina e scaricate DAEMON Tools Lite

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Installando l'applicativo su Windows 7, potreste imbattervi nella già citata finestra che vi mette in guardia circa eventuali problemi di compatibilità (che, in verità, non sussistono)

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Cliccate Esegui per proseguire.

Anche in questo caso, la procedura di installazione è semplicissima: limitatevi a cliccare ripetutamente su Avanti fino a quando non vedrete un passaggio simile a questo

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Da qui, sinceratevi di rimuovere la spunta alle caselle Provider di ricerca predefinito DAEMON Tools e Barra degli strumenti del Browser di modo da evitare l'installazione della componente pubblicitaria.

Al passaggio successivo, preoccupatevi di disattivare l'opzione Pagina di Avvio del Browser per gli stessi motivi

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Cliccate quindi ripetutamente su Installa per avviare la copia del file. A questo punto, potrebbe esservi richiesto di confermare l'installazione di un gadget per la sidebar

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DT200912_3.jpgSi tratta di un componente interessante per accedere alle funzionalità ddi DAEMON Tools: confermate quindi con Installa.

Terminato il setup, verrà aperta la pagina di riferimento del programma: se avrete avuto l'attenzione di disattivare le componenti indicate durante l'installazione, chiudetela e non la rivedrete mai più.

Su Windows Vista e Windows 7, apparirà anche il già citato gadget: approfondiremo tale strumento in seguito.

Contestualmente, solamente su Windows 7, potrebbe apparirvi nuovamente l'avviso di incompatibilità

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In tal caso, spuntate Non visualizzare più questo messaggio e quindi proseguite con Esegui.

Arrivati a questo punto, noterete la presenza di un nuovo lettore ottico in Risorse del computer

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È proprio quello creato da DAEMON Tools, nel quale andremo ad "inserire" il disco virtuale.

Per controllare tutte le funzionalità del programma, è necessario fare riferimento all'area delle notifiche: lì si si trova la relativa icona raffigurante un supporto ottico con una crepa al centro (può essere visto anche come un lampo azzurro su sfondo grigio: valutate voi l'interpretazione che più preferite)

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Operativi in pochi click

Per montare subito la vostra immagine, cliccate con il pulsante sinistro (ripeto: "sinistro"!) del mouse sull'iconcina del programma nell'area delle notifiche

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Selezionare quindi la voce di menu Periferica 0:: questo vi consentirà di sfogliare il file system e selezionare l'immagine che desiderate montare

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Una volta ultimata l'operazione, il disco verrà "inserito" e diverrà accessibile dalla relativa periferica virtuale presente in Risorse del Computer

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Terminato di lavorare con l'immagine, potrete "espellere" il disco cliccando nuovamente con il pulsante sinistro sull'icona nell'area delle notifiche e selezionando questa volta Smonta tutte le unità

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L'impiego "base" di DAEMON Tools si limita a queste semplici operazioni. Se però volete "smanettare" ancora un po' , ci sono altre opzioni che potrebbero risultare interessanti.

Una volta ultimata la trattazione delle funzioni di base, si può pensare di addentrarsi un po' fra le opzioni più avanzate, raggiungibili cliccando con il pulsante destro del mouse sull'icona di DAEMON Tools nell'area delle notifiche

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Aggiungere una nuova unità virtuale

Portandosi su Periferiche Virtuali -> Aggiungi Unità Virtuale SCSI è possibile creare fino a 4 dispositivi virtuali

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In caso sussistesse la necessità di mantenere caricate molteplici immagini contemporaneamente, ricordatevi di questa opzione.

Notate inoltre che, per ogni dispositivo virtuale, è possibile accedere alla voce Imposta Parametri Periferica passando con il mouse sullla relativa voce di menu

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Da qui si possono regolare alcune proprietà del singolo lettore, quale la marca, il modello, l'autoplay e la lettera assegnata

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Disabilitare DAEMON Tools

Non prevedete di usare le funzionalità offerte dall'applicazione per qualche tempo? nel sotto-menu di ogni lettore virtuale si trova anche la voce Rimuovi unità, indispensabile per far sparire eventuali periferiche in eccesso

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Rimuovendo tutti i dispositivi, non vi sarà più alcuna traccia del programma in Risorse del Computer.

Quando avrete bisogno di utilizzare nuovamente il programma, sarà sufficiente aggiungere almeno un lettore virtuale seguendo i passi indicati al paragrafo precedente.

Per prevenire il caricamento automatico del programma al riavvio, disattivate anche le voci Autoavvio e Monta automaticamente presenti fra le opzioni generali (vedi di seguito).

Le opzioni generali

Selezionando Preferenze -> Generale è possibile accedere ad altre opzioni proprie di DAEMON Tools.

DT200912_11.jpgIn particolare, troviamo:

  • Autoavvio: se attivata, l'icona del programma sarà caricata nell'area delle notifiche ad ogni avvio del PC. In caso decideste di disattivare questa caratteristica, l'icona di controllo dell'applicazione potrà essere ripristinata manualmente alla bisogna facendo doppio click sul relativo collegamento presente nel menu avvio o sul desktop.
  • Monta automaticamente: con questa opzione attiva, DAEMON Tools monterà automaticamente all'avvio del PC tutti i dischi virtuali che non fossero stati esplicitamente espulsi durante la sessione d'uso precedente. In altre parole, se prima di spegnere avevate montato una determinata ISO, questa verrà auto-montata ad ogni successiva accensione del computer. Da notare che questa opzione funziona in maniera indipendente dalla precedente Autoavvio.
  • Controlla gli aggiornamenti mensilmente: consigliato, se non ai paranoici.
  • Controlla Immagine In Uso: in caso decideste di espellere un'immagine i cui file sono attualmente in uso quando questa opzione è attiva, il programma chiederà esplicita conferma prima di procedere.
  • Abilita le opzioni dalla linea di comando: se abilitata, sarà possibile utilizzare DAEMON Tools anche dal prompt di comando.

Gli altri pannelli della finestra Preferenze non sono particolarmente significativi.

Da Hot keys è possibile impostare scorciatoie da tastiera per alcune funzionalità.

Integrazione permette invece di impostare DAEMON Tools come gestore predefinito dei tipi di immagine supportati. In questo modo, facendo doppio click su file ISO, MDS eccetera, questi verranno automaticamente montati sull'unità virtuale.

Connessione permette a chi utilizza un proxy di indicare i relativi dati del server. Serve solamente per abilitare il controllo automatico degli aggiornamenti con configurazioni di rete inusuali.

Qualche parola in più merita invece il gruppo Avanzate.

Superare le protezioni dei videogiochi

Il gruppo di opzioni Avanzate presente fra le Preferenze consente di abilitare alcune caratteristiche che, negli anni, hanno contribuito a cementare l'idea che DAEMON Tools sia uno programma per pirati, invece che un eccezionale strumento di produttività quale è.

Abilitando Removable Media Physical Signature (RMPS), SafeDisc, SecuROM e/o LaserLock è infatti possibile superare le omonime tecnologie anti-copia applicate a protezione di molti media (videogiochi, in particolare)

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Effettuare gli opportuni test indispensabili ad illustrare il funzionamento di queste opzioni va oltre gli scopi della presente guida: basti sapere che, in caso un'immagine non funzionasse correttamente, potrebbe essere possibile risolvere il problema provando varie combinazione attivo/disattivo di quanto offerto da questa schermata, avendo la premura di espellere e ricaricare l'immagine ogni volta per rendere effettive le modifiche.

Quanto visto in precedenza può essere considerato l'approccio standard a DAEMON Tools.

Chi non si trovasse particolarmente a proprio agio operando sul menu contestuale del programma dalla dall'area delle notifiche, potrebbe essere interessato ad approfondire anche altre due metodologie d'accesso al software.

Gestore Mount'n'Drive

La voce Gestore Mount'n'Drive presente alla sommità del menu di DAEMON Tools permette di abilitare una sorta di "catalogo" delle immagini CD/DVD presenti nel computer

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Da qui, possiamo controllare il funzionamento del virtualizzatore in maniera piuttosto comoda: invece di impazzire tutte le volte e cercare l'immagine di nostro interesse fra dischi fissi, di rete o removibili, possiamo semplicemente aggiungere le immagini al catalogo e da qui montarle o smontarle molto facilmente.

La prima icona della fila di comandi permette di inserire un'immagine nell'elenco. Al contrario, per rimuoverne una, è sufficiente selezionarla e cliccare il secondo pulsante.

Una volta selezionata l'immagine di proprio interesse dal primo elenco ed il drive nel quale inserirla dal secondo, basta cliccare il quinto pulsante per inserire il disco nel lettore virtuale. Il sesto pulsante, al contrario, smonta un'immagine montata.

Il terzo ed il quarto pulsante non sono particolarmente interessanti: consentono infatti di caricare o espellere un'immagine montata senza effettivamente smontarla.

Gli ultimi due comandi permettono, rispettivamente, di aprire il già citato pannello di opzioni del drive selezionato (modello, autoplay eccetera) e di masterizzare l'immagine su un supporto fisico tramite Astroburn, in caso questo sia installato.

Da notare che le stesse funzionalità sono raggiungibili anche cliccando con il pulsante destro sulle singole voci.

Il gadget

A partire dalla versione 4.35.5, DAEMON Tools propone anche un interessante gadget, in caso sia installato su Windows Vista o successivi

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Si tratta, fondamentalmente, di una terza strada per accedere alle stesse funzionalità descritte in precedenza.

In particolare, il pulsante contraddistinto dall'icona Play permette di montare un'immagine. Lo Stop, come facilmente intuibile, si occupa dell'operazione inversa.

La chiave inglese apre la schermata di configurazione del singolo drive già citata (modello, stato di attivazione dell'autoplay eccetera), mentre la X permette di rimuovere l'unità in questione.

Cliccando sull'icona del drive al centro invece, si accede direttamente al contenuto dell'immagine.

Venendo alle quattro icone di controllo presenti ai pedi della finestrella, abbiamo, rispettivamente, la possibilità di aggiungere un nuovo drive virtuale, aprire il Gestore Mount'n'Drive trattato poco fa, espellere tutte le immagini attualmente caricate o aprire la schermata dalla quale realizzare immagini partendo da supporti fisici: parleremo più diffusamente di quest'ultima funzionalità nelle prossime pagine.

elezionando la voce Pannello DAEMON Tools dal menu, verrà mostrata una lunga barra ricca di strumenti

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Oltre a rendere disponibili tutte le funzionalità descritte in precedenza, questo pannello consente l'accesso ad alcune caratteristiche non raggiungibili diversamente.

In particolare, troviamo Gestore Mount'n'Drive (prima icona dopo il campo di ricerca). Si tratta di un simpatico "raccoglitore", che consente di raggruppare in una singola lista tutte le immagini usate più di frequente, facilitandovi così l'accesso.

La seconda icona, Immagine disco, consente invece di trasformare un supporto fisico in una copia ISO oppure MDS. In caso si scelga questo secondo formato, è anche possibile applicare la compressione per risparmiare spazio e scegliere di proteggere il tutto con una password.

Il pannello è configurabile accedendo al relativo gruppo di opzioni presenti fra le Preferenze.

Qui possiamo individuare:

  • Abilita il Pannello DT (DT Panel): in caso la caratteristica non interessasse, è possibile sopprimere del tutto il Pannello DT togliendo la spunta da qui. Così facendo, anche la relativa voce nel menu del programma verrà nascosta. Sarà comunque possibile continuare ad usare DAEMON Tools operando sulla relativa icona nell'area delle notifiche.
  • Pannello in vista: questa voce controlla il livello di visibilità del pannello quando l'opzione Taglia desktop (tratta di seguito) è disabilitata. Con Pannello in vista abilitato, DAEMON Tools viene sempre visualizzato in primo piano, sopra ogni altra finestra. In caso contrario, finirà in background come qualsiasi altra applicazione.
  • Superiore: mostra il pannello alla sommità dello schermo invece che nella parte inferiore
  • Taglia desktop: se abilitato, il pannello "ritaglia" una propria area nel desktop, e rimane sempre visibile. Nemmeno le applicazioni massimizzate "a finestra intera" saranno in grado di prevaricarlo
  • Mostra cliccando due volte: se abilitato, un doppio click sull'icona di DAEMON Tools nell'area delle notifiche sarà sufficiente a mostrare o nascondere il pannello

Come creare immagini ISO

DAEMON Tools consente anche di creare immagini partendo da dischi fisici. Il comando da utilizzare è Immagine Disco, seconda voce del menu raggiungibile cliccando con il pulsante destro sull'icona presente nell'area delle notifiche

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Per una trattazione più esaustiva di questa funzionalità si rimanda alla pagina dedicata dell'articolo "Creare immagini ISO da CD, DVD e BD".

Come procedere per disinstallare

In caso desideraste rimuovere del tutto l'applicativo, sinceratevi di utilizzare il collegamento Uninstall inserito all'interno del gruppo DAEMON Tools del menu avvio (lanciate il programma uninst.exe presente all'interno della directory di installazione, in caso il collegamento non fosse più presente): utilizzare la voce presente in Installazione applicazioni infatti, restituisce un errore e non sortisce l'effetto voluto.

Terminata la disinstallazione di DAEMON Tools, potreste voler ripulire il sistema anche dal driver SPTD: lanciate nuovamente la procedura di setup con la quale l'avevate installato, ma questa volta cliccate Uninstall

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La rimozione richiede solo pochi istanti ed un riavvio.

Conclusioni e alternative

DAEMON Tools è un software davvero versatile, stabile e potente. Mantiene quanto promette e, grazie ai vari modi con i quali è possibile interagire con il programma, riesce a proporre un'interfaccia adatta ad ogni utente.

L'installazione della componente pubblicitaria, come già precisato, è assolutamente opzionale, e può essere evitata con un minimo d'attenzione in fase di setup.

Chi non fosse soddisfatto di questo software ma cercasse comunque un gestore di immagini ISO, può rivolgere la propria attenzione a numerosi software alternativi.

I più interessanti sono:

  • Virtual CD-ROM (gratuito, ma funziona solo su Windows XP)
  • Virtual CloneDrive sviluppato da SlySoft (freeware e compatibile con tutte le versioni di Windows)
  • Alcohol 52% Free Edition sviluppato da Alcohol Software (gratuito, ma contiene adware opzionale)
  • ImDisk sviluppato da Olof Lagerkvist (licenza open source GPL/BSD, ma, senza modifiche al sistema operativo, funziona al meglio solo su Windows XP)
  • WinCDEmu sviluppato da SysProgs (licenza open source GPL; senza modifiche al sistema operativo, funziona solo su Windows XP/Vista/7 a 32 bit)

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8gen/100

After Effects: l’effetto grandangolo

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La camera 3D di After Effects offre una serie di opzioni molto interessanti, che vi aiutano a rendere più dinamiche le vostre riprese tridimensionali.

Tra queste opzioni, vi è la possibilità di creare un effetto grandangolo, che consente di fotografare un ambiente troppo grande per un normale obiettivo, come, per esempio, un panorama.

Per usufruire di questa funzione, posizionatevi in timeline e cliccate su "Camera 0/Opzioni fotocamera".

A questo punto, modificate a vostro piacimento i valori "Lunghezza focale", "Dimensioni pellicola" e "Zoom", fino ad ottenere l'angolo di visualizzazione desiderato.

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7gen/100

Comandare PC a distanza

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Ci risiamo. Giacomo, il tuo amico imbranato che spesso non riesce nemmeno ad accendere il PC, ha messo per l’ennesima volta a soqquadro il suo computer e vuole che tu vada a casa sua per riparare i disastri che ha combinato.

Sì, lo so. Oggi hai un impegno molto importante e non hai tempo per andare a casa sua. D’altro canto, però, non vuoi procurargli un ulteriore dispiacere. Allora che ne dici di fare quadrare il cerchio e riparare il PC del tuo amico stando comodamente a casa tua, utilizzando mouse, monitor e tastiera del tuo PC?

Che tu ci creda o no, tutto quello che ti occorre è Ammyy Admin, un programma gratuito che, attraverso Internet, ti consente di comandare un PC a distanza in maniera sorprendentemente facile e veloce. Ecco come funziona.

Comandare PC a distanza
Innanzitutto, collegati sul sito Internet di Ammyy Admin e fai click sul pulsante blu Run Ammyy Admin, che si trova nella parte alta della pagina, per scaricare il programma sul tuo PC. Fai quindi compiere la stessa operazione all’amico di cui dovresti comandare il computer a distanza.

am1

A scaricamento completato apri, facendo doppio click su di esso, il file appena scaricato (AMMYY_Admin.exe) e, nella finestra che si apre, seleziona la scheda Operatore.

A questo punto, il tuo amico deve avviare la sua copia del programma AMMYY_Admin.exe, selezionare la scheda Utente, nella finestra che si apre, e cliccare sul pulsante Avvia.

am2

Adesso, utilizza il menu a tendina collocato nella parte bassa della finestra principale di Ammyy Admin per impostare la banda Internet da usare per comandare i computer a distanza. Ammyy Admin protocol, speed <256 Kb è la velocità più bassa che assicura maggiore velocità ma minore qualità delle immagini (ideale se non hai una connessione particolarmente veloce), Ammyy Admin protocol, speed >1024 Kb è la velocità più alta che assicura la massima qualità delle immagini a discapito della velocità (usala solo se hai una connessione ad Internet molto rapida).

Fatti quindi dire dal tuo amico il numero che si trova accanto alla voce il tuo ID, nella finestra principale della sua copia di Ammyy Admin, digita questo numero (es: 123 456) nel campo ID Client della tua copia di Ammyy Admin e clicca sul pulsante Connetti per collegarti con il PC del tuo amico.

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Per far sì che tu possa iniziare a controllare il suo PC da remoto, il tuo amico deve cliccare sul pulsante Accetta nel messaggio che compare quando tu clicchi su Connetti.

Per interrompere la comunicazione tra i due PC, il tuo amico non deve far altro che cliccare sul pulsante Arresta, che si trova nella finestra principale di Ammyy Admin.

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6gen/100

Scaricare e ascoltare musica gratuitamente con Internet

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Quando si parla di "ascoltare musica via Internet", l'associazione di idee più diffusa richiama alla mente i circuiti di peer-to-peer e le pericolose ripercussioni legali a cui potrebbe portare l'attività di condivisione di opere prottete da diritto d'autore.

L'alternativa è costituita dai "negozi" digitali autorizzati, fra i quali "iTunes" è sicuramente il più conosciuto.

Entrambe le strade hanno evidentemente aspetti positivi e negativi: conseguenze legali, falsi e qualità tutt'altro che garantita sono le piaghe del P2P, mentre la necessità di pagare per scaricare la musica dai circuiti legali potrebbe essere invisa a qualcuno, soprattutto in un momento di forte incertezza economica come quello che stiamo attraversando.

Come fare quindi per rimanere entro i confini della legalità ma poter comunque ottenere buona musica gratuitamente? In questo articolo ho raccolto numerose risorse atte allo scopo.

È davvero tutto legale?

Da quanto mi è stato possibile capire leggendo i documenti offerti dai servizi qui presentati, le risorse linkate operano tutte entro i confini della legalità.

Come spesso accade quando vi sono in gioco aspetti legati al mondo digitale però, stabilire con precisione se una risorsa opera all'interno della legalità (e, soprattutto, se possa essere sfruttata dall'utente finale senza violare alcuna normativa) è pressoché impossibile per qualcuno che non si occupi di diritto per professione.

Accanto al link per accedere ai servizi presentati, ho inserito anche una ulteriore voce chiamata "Note legali": si tratta delle pagine che esplicitano le condizioni d'uso e le dichiarazioni offerte dalla fonte.

Raccomando a chiunque fosse particolarmente attento alla questione di interpellare un legale o un esperto in materia di diritto d'autore prima di utilizzare i contenuti proposti: come al solito, la responsabilità è delegata ai singoli utenti che decideranno di proseguire.

SHOUTcast

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SHOUTcast è in primo luogo un software freeware per lo streaming audio-video. Installando il programma sul calcolatore, è possibile trasmettere i contenuti archiviati sui propri dischi fissi a qualunque altra postazione del Pianeta collegata ad Internet (abbiamo proposto una guida dettagliata a tutta la procedura qualche tempo addietro).

Una volta predisposto il proprio server, è possibile apparire nel grande "censimento" presentato sul sito ufficiale, che diviene quindi un vero e proprio punto d'accesso a moltissima musica gratuita dei generi più disparati da ascoltare in streaming.

Sono molti i programmi che possono essere utilizzati per ricevere le "stazioni" SHOUTcast: il servizio è nato in seno al progetto Winamp, e quindi il celeberrimo riproduttore multimediale è sicuramente una buona scelta. Un ottima alternativa è VLC media player: proprio all'ascolto delle radio con VLC abbiamo dedicato un approfondimento qualche tempo addietro.

Chi desiderasse invece salvare il flusso di dati su disco fisso, magari per ascoltarlo su un lettore MP3 portatile, dovrà "catturare" la trasmissione utilizzando strumenti appositi: se ne è parlato in "Station Ripper: registra la musica da Internet!".

YouTube

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Il portale di streaming video per eccellenza è anche un enorme contenitore di musica. Se in alcuni casi sono gli utenti stessi a realizzare improbabili filmati amatoriali con cui accompagnare le canzoni, è comunque molto facile trovare anche i "video" ufficiali trasmessi da MTV e compagnia: basta cercare il nome del proprio artista o il titolo della canzone per ottenere il risultato voluto: in alcune circostanze, è così possibile risalire a pezzi storici e davvero difficile da trovare.

Di più: vi sono molti artisti che hanno caricato in prima persona le proprie produzioni. DJ come David Guetta o gruppi di riferimento della dance anni 90 come Da Blitz hanno dimostrato una notevole lungimiranza nell'intravvedere l'enorme potenziale pubblicitario intrinseco nel rendere liberamente disponibile al pubblico le proprie produzioni.

YouTube è, nativamente, un servizio di streaming: sebbene il portale stia sperimentando la funzionalità di download, sarà probabilmente necessario ancora parecchio prima che tale opzione sia estesa a tutti i contenuti. Nel frattempo, è però possibile aggirare l'ostacolo utilizzando strumenti appositi.

Last.fm

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Last.fm è un portale di stampo web 2.0 dedicato ad appassionati e produttori di musica. L'idea alla base è semplice: l'utente è invitato a registrarsi e costruire un profilo su misura, nel quale verranno raccolte le canzoni ascoltate mediante il sito oppure quelle riprodotte in locale, in caso si scelga di installare un apposito plug-in disponibile per molti player multimediali differenti.

I dati così acquisiti vengono utilizzati per proporre raccomandazioni riguardanti altre produzioni che potrebbero essere rilevanti: nel mio caso ad esempio, Last.fm mi ha aiutato a scoprire ed apprezzare numerosissimi artisti di musica elettronica e minimale, partendo appunto dalle mie ricerche eseguite in tal senso.

Il tutto è condito da abbondanti funzionalità sociali: rubrica di "amici" ed altri utenti con gusti simili ai propri, sistema di commenti alle canzoni, tagging e molto altro ancora.

Un buon punto d'inizio per scoprire Last.fm è la classifica dei migliori pezzi del 2008 realizzata ad inizio anno.

A metà 2009, Last.fm ha ridimensionato il proprio servizio e, ad eccezione di alcuni stati fra i quali non figura l'Italia, permette di ascoltare solo 30 tracce gratuite prima di richiedere un abbonamento da 3€ /mese.

The Hype Machine

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The Hype Machine è un aggregatore di blog dedicati alla musica. Il sito tiene d'occhio una serie decisamente ampia di spazi web gestiti da singoli artisti, DJ o appassionati che pubblicano MP3 oppure offrono canzoni in streaming.

Si trova effettivamente un po' di tutto: da cover, remix o mashup di tracce particolarmente famose fino a produzioni amatoriali o di artisti emergenti.

Songza

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Songza è un motore di ricerca dedicato alla musica in streaming: interroga diverse fonti (fra le quali YouTube e imeem) e restituisce tutti i risultati in una sola pagina.

Uno dei punti di forza di Songza è l'immediatezza dell'interfaccia, e la possibilità di salvare le proprie playlist in un account personale che consentirà poi di accedere alla scaletta da qualsiasi calcolatore collegato ad Internet.

Vi si trovano molte canzoni di pressoché qualsiasi genere, ma fra i risultati è particolarmente elevato il numero di tracce di bassa qualità o comunque incomplete: è quindi quasi sempre necessario provarne almeno un paio prima di trovare una registrazione soddisfacente.

>> Songza; Note legali

Imeem

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Imeem è un altro interessante portale di intrattenimento a sfondo web 2.0 creato da uno dei papà della piattaforma Napster originale.

Invero, imeem non è particolarmente interessante sotto l'aspetto "community". Il punto di forza del servizio è costituito invece dall'alto numero di contenuti a qualità elevata disponibili, e le playlist "a tema" proposte sulla home page: nel momento in cui scrivo ad esempio, sono in evidenza la "Top 10 degli ultimi 10 anni" e la "Top 10 della settimana", raccolte decisamente interessanti per chi, come il sottoscritto, non segue con regolarità le release di nuova musica.

>> imeem; Note legali

ILike

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ILike è un portale in salsa sociale dedicato alla condivisione della musica. Si propone come strumento per avvicinare i fan agli artisti, ed offre molto materiale audio di buona qualità.

Particolarmente gradevole è la presentazione dei vari risultati: viene infatti offerta la possibilità di ascoltare immediatamente brevi estratti delle varie canzoni, rimandando poi alle pagine più interne per le versioni complete (quasi sempre proposte come filmato di YouTube).

>> iLike; Note legali

SeeqPod

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Sul finire di Marzo 2009, TechCrunch ha rivelato che SeeqPod potrebbe essere sull'orlo del baratro: l'azienda alle spalle del servizio ha infatti depositato la richiesta di bancarotta. A dicembre 2009, il sito pare aver cessato le attività.

SeeqPod si propone come un motore di ricerca per contenuti liberamente accessibili presenti su web. In realtà, è un potentissimo player multimediale, in grado di consentire l'accesso ad una mole di contenuti davvero sostanziosa.

A far la parte del leone è l'eccellente interfaccia, grazie alla quale l'utente può cercare i titoli delle canzoni o i nomi di artisti che desidera ascoltare, ed aggiungere i risultati di proprio interesse ad una pratica playlist che può anche essere salvata nel proprio account.

I risultati sono sempre corretti, e vengono ritornate solo canzoni complete e di ottima qualità.

SkreemR

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Se molti dei servizi presentati fino ad ora orbitano attorno a concetti quali "scoperta di nuova musica", "community" e "web 2.0", SkreemR è un servizio molto più tradizionale. Si tratta infatti di un motore di ricerca che indicizza gli MP3 disponibili sul Internet, siano essi ospitati su siti web oppure server FTP personali.

Ogni file è corredato da un player Flash, grazie al quale è possibile ascoltare i brani in streaming prima di scaricarli, un indice chiamato AudioRank (ovvero una valutazione inerente la qualità del brano) e una serie di link per raggiungere risorse correlate quali Wikipedia o YouTube.

Da notare infine che SkreemR consente appunto il download diretto dei file, possibilità non contemplata da molte delle altre risorse segnalate, e non richiede alcuna registrazione.

Durante le mie prove mi sono imbattuto in alcuni errori "file non trovato", ma per il resto l'esperienza è sicuramente positiva.

>> SkreemR; Note legali

Deezer

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Deezer è un interessante progetto di due giovani imprenditori francesi che hanno ottenuto le necessarie licenze per offrire gratuitamente musica in streaming tramite il loro sito Internet.

Il portale propone una gradevolissima interfaccia grafica dinamica e tutto il necessario per creare playlist, condivisibili con gli altri utenti del sito o "incorporabili" all'interno di pagine web esterne.

Il catalogo pare particolarmente ben fornito, e propone successi commerciali di oggi e ieri a fianco di pezzi semi-sconosciuti ma comunque di buona fattura.

>> Deezer; Note legali

BeeMP3

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Stanchi di "portali sociali" che consentono il solo streaming dei brani? BeeMP3 è quello che fa per voi. Aprendo BeeMP3.com, ci troviamo davanti ad un motore di ricerca dedicato a canzoni MP3 scaricabili.

Non v'è molto altro da aggiungere rispetto a quanto già detto circa SkreemR: i due servizi infatti differiscono solamente per l'impostazione grafica ed i risultati ritornati alle varie interrogazioni.

>> BeeMP3; Note legali

Thesixtyone

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Questo sito è un inno alla democrazia: l'idea è che non siano le case discografiche a decidere quale musica promuovere e quale destinare all'oblio, ma la comunità del web. Gli artisti interessati possono caricare su Thesixtyone le proprie opere, che saranno quindi liberamente ascoltabili e "votabili" dagli utenti registrati. I pezzi più quotati appariranno quindi sulla homepage, ottenendo visibilità gratuita addizionale.

Il portale è una web application a tutti gli effetti: vi è la possibilità di salvare le canzoni in una lista di preferiti legata al proprio account, realizzare playlist, sottoscrivere gli artisti di proprio interesse per riceverne immediatamente le novità, creare "amicizie" e trastullarsi con attività "sociali" classiche dei siti "web 2.0" come questo.

Fra le chicche dell'interfaccia, merita sicuramente una menzione il player Flash ancorato alla sommità della finestra, che rimane attivo anche quando si cambia pagina e si naviga sul sito: la scelta evita il fastidioso effetto di riproduzione "a singhiozzo" tipica di queste situazioni.

Al momento in cui scrivo, il materiale disponibile non è moltissimo, ed ancora meno è quello degno di nota. Con un po' di navigazione e "tentativi" è comunque già possibile trovare qualche produzione interessante e del tutto inedita.

Downlovers

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Downlovers è un progetto italiano che consente di scaricare gratuitamente musica dal web in modo del tutto legale.

Il portale offre moltissimi singoli ed album di ogni epoca, ed il catalogo affianca alla musica internazionale un'ampia selezione di produzioni italiane.

Dopo aver individuato il materiale di proprio interesse, è necessario registrarsi ed eseguire log-in prima di poter scaricare. La procedura è comunque piuttosto veloce, e l'e-mail di conferma arriva entro pochi istanti.

Downlovers offre alcuni MP3 liberi da vincoli, ma la maggior parte dei file sono in formato Windows Media Audio (WMA) e protetti con una tecnologia di Digital Right Management (DRM): come noto, si tratta di un "lucchetto digitale" teso a tutelare i detentori dei diritti d'autore dei brani. In altre parole, i brani protetti da DRM sono soggetti ad alcune limitazioni: ad esempio, per riprodurre le canzoni è obbligatorio utilizzare Windows Media Player, i file possono essere masterizzati solo 5 volte, non sono compatibili con iPod e possono essere copiati su di un numero limitato di computer.

Sul PC con il quale ho svolto le mie prove comunque, il processo di "sblocco" è stato del tutto indolore: in pochi istanti mi sono così trovato con un brano di ottima qualità (192 kbps di bitrate) ottenuto in modo del tutto legittimo.

>> Downlovers; Le note legali sono disponibili cliccando sul link FAQ di fondo pagina

MySpace Music

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MySpace è famoso soprattutto per essere stato uno dei primissimi siti a proporre la filosofia "social" alla base del "web 2.0".

Partendo però da music.myspace.com è posibile accedere ad un ampia selezione di brani completi, subito pronti da ascoltare.

Utilizzando poi le funzioni di ricerca, vi sono buone possibilità di trovare la pagina ufficiale del proprio artista preferito che, con un po' di fortuna, avrà predisposto lo streaming dei propri successi: nel mio caso, una visita al profilo di Barbara Tucker durante le domeniche piovose è ormai abitudine consolidata.

>> MySpace Music; Note legali

Jango

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Jango è un interessante servizio che consente di creare stazioni radio personalizzate: ne abbiamo parlato approfonditamente nell'articolo "Una stazione radio personale? Creala con Jango!".

Google Music

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Il gigante del search ha predisposto una sezione del proprio sito dedicata alla ricerca di musica on-line.

Il servizio, in verità, è ancora in fase preliminare e non pare offrire molto, perlomeno agli utenti che si colleghino dal di fuori degli Stati Uniti.

Da tenere comunque d'occhio, se non altro per la generale qualità che i tool firmati Google tendono a raggiungere dopo qualche tempo di fase embrionale.

>> Google Discover Music

RealMusic

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RealNetworks è un nome storico nel mercato dello streaming audio-video via Internet.

L'azienda ha predisposto un'area dedicata del proprio sito, chiamata RealMusic, che eroga musica recentissima, anche di artisti famosi.

Per accedere ad alcuni contenuti è richiesta la registrazione di un account, gratuito per 14 giorni poi a pagamento, ma vi è anche una quantità notevole di ottima musica che rimane sempre ad accesso libero.

Per sintonizzarsi è necessario installare RealPlayer o, in alternativa, il pacchetto di agili codec Real Alternative.

>> RealMusic

BoosterMP3

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Musica da ascoltare in streaming o scaricare subito in formato MP3: questo è quanto promette BoosterMP3, un motore di ricerca che scandaglia la rete a caccia di tracce ospitata su siti esterni e consente all'utente di riprodurle immediatamente o trasferirle sul proprio disco locale.

La quantità di brani presenti è davvero ampia e, setacciando un po' , si trovano anche canzoni complete ad altissima qualità.

Wax MP3

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Wax MP3 propone un servizio di streaming di tutta la musica coperta da licenza Creative Commons presente su Magnatune, una casa discografica indipendente.

Per maggiori info, si veda "Wax MP3: un player online per ascoltare musica libera".

Dilandau

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Dilandau è un altro intrigante motore di ricerca per file audio ospitati su server di terze parti.

Le canzoni trovate possono essere ascoltate in streaming, grazie al comodo player integrato, oppure scaricate in locale nel formato MP3 originale.

Fra remix amatoriali, cover, tracce tagliate e quant'altro, è necessario setacciare un pochino manualmente fra i risultati per poter accedere al materiale migliore, ma la quantità di materiale indicizzato pare essere piuttosto ampia.

E per chi non fosse aggiornato circa le ultime novità in campo musicale? in homepage sono proposti i lemmi di ricerca più utilizzati dagli altri utenti: manco a dirlo, si tratta quasi sempre delle canzoni alla testa delle classifiche.

>> Dilandau; Note legali

SomaFM

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In diretta da un magazzino di San Francisco, Rusty Hodge ed il suo team di DJ erogano 18 stazioni, ognuna specializzata in un sotto-genere di musica elettronica differente.

Per sintonizzarsi è sufficiente scegliere il proprio genere ed aprire il file pls con un player multimediale compatibile (Winamp o VLC media player, tanto per citarne alcuni gratuiti, ma vi sono anche i formati ottimizzati per iTunes e Windows Media Player).

Molto curiosa è la stazione Secret Agent, con brani ricchi di tonalità tipiche dei telefilm anni 70, mentre chi ama la musica di sottofondo troverà in Groove Salad un ottimo compagno per alimentare gli auricolari e rompere il silenzio di biblioteche, aule studio e scenari lavorativi Soho. E quando arriva l'ora dell'aperitivo? Basta un click su Beat Blender per predisporre una colonna sonora adatta a salatini e prosecco.

Blip.fm

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Prendi il fenomeno Twitter. Estrapola gli appassionati di musica. Aggiungi una serie di potenti algoritmi che confrontano i gusti musicali degli utenti iscritti e propongono nuova musica: il risultato è Blip.fm!

Il funzionamento del sito non è particolarmente immediato. Durante la fase di iscrizione, facoltativa ma comunque altamente consigliata, è possibile indicare tre artisti che già si conoscono e si apprezzano.

In seguito, il sistema auto-aggiunge alla lista dei DJ preferiti una serie di utenti con gusti musicali analoghi. Ogni qual volta uno di loro propone una nuova traccia, questa verrà mostrata nella lista e sarà immediatamente suonabile direttamente dall'interfaccia del sito.

Le tracce favorite possono poi essere salvate in una playlist o in un elenco apposito, tramite una serie di icone semplici e facilmente accessibili.

Chi volesse partecipare attivamente, invece di limitarsi ad ascoltare quanto proposto dagli altri, potrà anche usare le funzioni di ricerca per trovare musica di proprio interesse e fare un "blip", ovvero suonare quella canzone e, contestualmente, segnalarla al proprio seguito.

Sì ma... da dove attinge il sito per proporre le canzoni da suonare? la risposta è incerta, ma parrebbe che il sistema sia dotato di una serie di spider che indicizzano file residenti sulla rete in generale.

Blip.fm è un sito divertente e ricco di contenuti: una volta superata la complessità iniziale, aggiunti un po' di DJ giusti e preso confidenza con il meccanismo generale che regola il sito, il divertimento è assicurato.

Da mettere fra i preferiti.

>> Blip.fm

Semsix

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Il punto di forza di Semsix è senza dubbio l'intuitiva interfaccia grafica, la cui impostazione è del tutto simile a quella di un player musicale per desktop.

Una volta ricercata la canzone, l'album o l'artista di proprio interesse utilizzando i campi presenti a metà della pagina, i risultati verranno mostrati nei riquadri sottostanti.

È ora sufficiente un doppio click sulle tracce d'interesse per aggiungerle alla playlist laterale, ed un'ultima cliccata sul pulsante Play per avviare la riproduzione. Di qui in poi, i pulsanti avanti, indietro, stop, pausa, volume e riproduzione casuale funzionano proprio come ci si aspetterebbe.

Radio in streaming con VLC media player

Vi sono molte emittenti FM che hanno scelto di distribuire la propria musica anche via Internet.

Abbiamo dettagliato la procedura per "sintonizzarsi" nell'articolo "Radio in streaming con VLC media player".

Altre risorse

In queste pagine ho presentato alcuni servizi che consentono di ascoltare musica in modo del tutto gratuito e senza rischiare di imbattersi in guai con la Giustizia.

Vi sono comunque ancora molti altri siti che mettono a disposizione materiale gratuito: cercherò di mantenere aggiornato questo articolo con le risorse più interessanti.

Nel frattempo, segnalate i vostri siti preferiti nei commenti... e buon ascolto!

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Tre metodi per registrare le conversazioni su Skype

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Registrare una conversazione svoltasi sul celeberrimo Skype può risultare utile soprattutto quando non vogliamo perdere momenti, affermazioni e istruzioni.

Presentiamo tre tra i software più diffusi in grado di svolgere questa funzione. In tutti gli applicativi, l'output è in formato MP3, che può poi essere modificato con software dedicati (come Audacity).

Articolo aggiornato con iFree Recorder.

Un'importante precisazione legale

La registrazione di una conversazione privata senza l'esplicita autorizzazione di entrambe le parti potrebbe costituire una violazione delle norme vigenti a tutela della riservatezza: prima di utilizzare questi applicativi quindi, sinceriamoci (se non altro per correttezza) che l'interlocutore abbia acconsentito.

Skype Call Recorder

Skype Call Recorder si colloca al secondo posto secondo la nostra comparativa, preceduto da iFree Recorder. Scarichiamolo dal sito ufficiale e lanciamone l'installazione.

Al termine di quest'ultima, lanciamo il programma dal nuovo collegamento apparso sul desktop. Non dovremo dare nessuna autorizzazione da Skype.

Registrare Skype 6.png

Anche a conversazione iniziata, possiamo lanciare la registrazione premendo il primo pulsante in alto a sinistra, e fermarla con il secondo.

Tramite l'icona rappresentata da una cartella nella sezione Settings possiamo modificare il percorso in cui verranno salvate le future registrazioni, che di default vengono memorizzate sul desktop.

Con Start automatically at Windows startup, abbiamo la possibilità di lanciare o meno automaticamente il software all'avvio.

Per il resto, le impostazioni predefinite garantiscono un ottimo funzionamento del software, e l'effetto fade (diminuzione graduale del suono) in chiusura risulta molto gradevole.

L'unico difetto, seppur minimo, risiede nei nomi dei file. Un nome lungo, che non non mi riconduce immediatamente alla conversazione (il secondo file)...

Registrare Skype 7.png

Vi è anche la possibilità di registrare più conversazioni in contemporanea, ipotizzando che una sia in pausa. La registrazione viene avviata automaticamente appena viene iniziata una chiamata.

IFree Recorder

Indubbiamente il migliore dei tre software testati. È anch'esso gratuito e compatibile con i sistemi Windows, disponibile al download partendo dalla pagina ufficiale.

Una volta scaricato e installato, può essere lanciato dal relativo collegamento presente sul desktop.

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Prima di iniziare, è però necessario dare al programma l'autorizzazione di interagire con Skype. Per farlo, è sufficiente aprire Skype e cliccare su Consenti l'accesso.

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Siamo finalmente pronti. I due pulsanti nella parte sinistra dell'interfaccia servono ad avviare/mettere in pausa/terminare una registrazione. Interessanti i due indicatori audio subito a fianco, che permettono di avere informazioni circa il livello dell'audio a colpo d'occhio.

Tramite l'icona rappresentata da un orologio è possibile accedere alla cronologia delle registrazioni salvate. Da qui sarà possibile risentirle, eliminarle o aprirne la cartella-contenitore.

IFree Recorder 3.png

Non mancano le impostazioni. Tramite l'icona degli ingranaggi è possibile accedere alle pagine di configurazione.

IFree Recorder 4.png

Dalla scheda General è possibile porre il software in avvio automatico e fare in modo che la finestra relativa venga portata in primo piano quando una conversazione inizia/finisce.

IFree Recorder 5.png

Dalla scheda Call recording è possibile modificare le preferenze relativa alla registrazione delle conversazioni. Spuntando Automatically record calls, le conversazioni verranno registrate automaticamente.

Il riquadro successivo permette di scegliere quali parti devono essere incluse nella registrazione: se entrambe o solo una delle due. Da Recording folder possiamo modificare la cartella in cui le registrazioni vengono salvate.

IFree Recorder 6.png

La scheda MP3 Quality permette, infine, di modificare la qualità delle registrazioni (che vengono salvate in formato MP3). Maggiore qualità equivale a una maggiore dimensione del file, chiaramente.

CallGraph

CallGraph, per molti versi, risulta meno efficiente degli altri due software appena visti. Il problema più evidente è la generazione dell'eco nella conversazione, che rimane sia nella conversazione vera e propria, e sia in quella registrata. Appena smetto di registrare, tutto torna normale.

Scarichiamo il software dal sito ufficiale e installiamolo. Al termine dell'installazione, ci verrà chiesto in quale cartella salvare le registrazioni.

Registrare Skype 8.png

Saremo poi avvisati che è necessario dare il permesso a CallGraph di utilizzare Skype.

Registrare Skype 1.png

Apriamo Skype, e, nella nuova finestra di autorizzazione, clicchiamo su Consenti l'accesso.

Registrare Skype 2.png

Adesso, una volta iniziata una conversazione, avremo la possibilità di iniziare una conversazione dal menu contestuale dell'icona di CallGraph presente nella system tray. Allo stesso modo è possibile fermare la registrazione o metterla momentaneamente in pausa.

Registrare Skype 4.png

Una volta finita la registrazione, ecco che viene salvato il file in formato MP3.

Registrare Skype 5.png

Dalla voce Browser del menu di CallGraph, abbiamo accesso a una sorta di manager di tutte le nostre registrazioni. Cosa indubbiamente carina, ma preferisco comunque aprirmi la cartella in cui sono salvate e sfogliarle da lì.

Registrare Skype 9.png

Il nome del file è decisamente migliore, ma la qualità decisamente inferiore.

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Acronis True Image 2010 e la salvaguardia dei nostri dati

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La sempre dolorosa perdita dei dati sul proprio hard disk è, oggi, più facile da evitare grazie al nuovo Acronis True Image 2010.

Rispetto alla versione 2009 sono state aggiunte due sostanziali novità che analizzeremo nelle seguenti pagine: il backup in tempo reale e diverse funzioni riservate agli utenti di Windows 7.

Prima di addentrarci nel mondo di Acronis True Image, è bene ricordare che questo è un software shareware (49,95€ per ogni licenza): in prova, è disponibile per 15 giorni.

Requisiti

Il programma è in grado di funzionare correttamente solo se esistono i seguenti requisiti:

Sistema operativo

  • Windows XP SP3
  • Windows XP Professional x64 Edition
  • Windows Vista SP2 (tutte le edizioni)
  • Windows 7 (tutte le edizioni)

Requisiti minimi di sistema

  • Unità CD-RW/DVD-RW per la creazione di supporti di avvio
  • Mouse o altro dispositivo di puntamento (consigliato)
  • L'utilizzo di Acronis Nonstop Backup richiede almeno un 1 GB di RAM

Il supporto di ripristino Acronis True Image Home richiede:

  • 256 MB RAM
  • Processore Pentium 1 GHz o più veloce

Supporti di archiviazione

  • Unità disco rigido
  • Dispositivi di archiviazione in rete
  • Server FTP
  • CD-R/RW, DVD-R/RW, DVD+R (inclusi DVD+R double-layer), DVD+RW, DVD-RAM, BD-R, BD-RE
  • Periferiche USB 1.0 / 2.0, FireWire (IEEE-1394) e schede di storage PC Card
  • Unità ZIP®, REV® e altri supporti rimovibili

File system supportati

  • FAT16/32
  • NTFS

Download

Per scaricare la versione trial del software andate a questa pagina e cliccate su Versione Trial Gratuita.

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Installazione

Fate partire il file scaricato e cliccate su Installa Acronis True Image Home.

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Procedete con l'installazione e inserite il numero di serie se lo avete, altrimenti procedete senza inserire nulla: attiverete così la versione trial di 15 giorni.

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Alla fine dell'installazione si consiglia caldamente di riavviare il computer.

Interfaccia

Al primo avvio il programma si presenta così.

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Eseguire il backup

Per iniziare il backup di tutto il sistema cliccate sulla scritta Esegui backup del Sistema personale.

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Verrà la proceduta guidata per eseguire il salvataggio di tutti i dati. Qui selezionate l'hard disk da "clonare" virtualmente.

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Cliccate su Avanti e selezionate la voce Crea nuovo archivio di backup. Sotto, potete selezionare il percorso dove ubicare i salvataggi.

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Si consiglia di salvarli su un supporto esterno, perché (scontato, ma non troppo!) in caso di necessità, se è salvato sull'hard disk che volete recuperare, è come se non lo aveste mai fatto! In caso sceglieste di salvarlo sullo stesso hard disk che clonate, Acronis True Image vi richederà conferma e vi consiglierà di salvarlo su di un supporto esterno.

Potete comodamente pianificare l'attività. Dopo aver fatto tutti i passaggi sopra descritti, cliccate sul primo punto delle opzioni facoltative, ovvero Programmazione. Infine, scegliete la frequenza con cui volete ripetere il backup (solo una volta, ad un evento particolare, giornalmente ecc.) e fate click su Procedi

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Noi esaminiamo nel dettaglio solo il backup di tutto il sistema dato che non vogliamo dilungarci troppo e la procedura da svolgere per le altre voci è pressoché identica alla prima. Questo backup, consente di creare un'immagine del disco fisso che potremo utilizzare in caso di danni: come noto, si tratta di una sorta di "fotografia completa" del computer, grazie alla quale è possibile ripristinare l'esatto stato in cui si trovava il calcolatore nel momento in cui è stata catturata.

Per eseguire altri tipi di backup cliccate, nella home, su File & cartelle e selezionate il tipo di backup di cui avete bisogno.

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Backup Online

Un delle novità più significative di Acronis True Image 2010 è sicuramente la procedura di backup online. Purtroppo alla data odierna il backup online non è disponibile in Italia. Provvederemo al più presto ad aggiornare l'articolo qualora Acronis rendesse disponibile questa funzione per il nostro paese.

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Nonstop Backup

Una delle altre novità che presenta la versione 2010 di Acronis True Image è il Nonstop Backup. Questa funzione è attivabile cliccando nel menu di sinistra su Backup e poi su Nonstop Backup.

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Tale funzione, dopo aver completato il backup della partizione interessata, eseguirà in automatico un backup dei nuovi file creati ogni cinque minuti, in modo da limitare al minimo i danni nel caso in cui si dovesse ripristinare il sistema.

Ripristino

Per ripristinare il sistema ad uno stato precedente dal programma cliccate nel menu di sinistra su Ripristina, scegliete il backup e cliccate su Ripristina disco.

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Try & Decide

Questa funzione è molto utile per fare "esperimenti" con nuovi software (magari di dubbia provenienza!). Permette di operare su una partizione del disco completamente indipendente dal disco principale, in modo che, in caso sorgessero problemi, si possa ritornare allo stato precedente. Prima di poterla utilizzare, è necessario creare la "Acronis Secure Zone". Vediamo come.

Cliccate nel menu di sinistra su Try&Decide e poi su Fare clic per avviare per attivarla.

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Per terminare la sessione cliccate su Fare clic per arrestare.

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Vi verrà quindi chiesto se volete applicare le modifiche subito o dopo il riavvio del PC oppure, se i vostri esperimenti non sono andati a buon fine, se volete scartare le modifiche.

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Strumenti & Utilità

Cliccando su Strumenti & Utilità nel menu di sinistra si accede ad una carrellata di valide funzioni aggiuntive che completano il software, il cui punto di forza principale rimane il backup.

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  • Startup Recovery Manager: permette di ripristinare i dati all'avvio
  • Creazione di supporto di ripristino avviabile: consente la creazione di supporti da inserire all'avvio della macchina nel caso in cui non si avviasse più il sistema operativo (approfondito più sotto)
  • One-Click Backup: backup veloce in pochi clic
  • Acronis Secure Zone: permette di controllare una partizione speciale in cui vengono salvati i backup di Acronis
  • Acronis Boot Sequence Manager: permette di aggiungere un'immagine della partizione di sistema all'elenco di avvio
  • Clonare disco: consente la copia 1: 1 di un disco su di un altro
  • Aggiungi nuovo disco: questa funzione permette di integrare al sistema un nuovo hard disk interno
  • Acronis DriveCleaners: consente la cancellazione completa e sicura di un intero hard disk o di una sua partizione
  • File Shredder: consente di cancellare in modo sicuro (ossia senza lasciare tracce) qualsiasi file o cartella
  • Pulizia di sistema: cancella la cronologia di utilizzo del PC dal disco fisso
  • Converti backup di Windows: converte i backup effettuati con Windows nel formato di Acronis
  • Converti backup di Acronis: converte i backup effettuati con Acronis nel formato di Windows
  • Monta Immagine: permette montare un'immagine di backup per poi esplorarla come se fosse un disco normale
  • Smonta immagine: smonta l'immagine montata in precedenza.

Il CD di boot

Abbiamo deciso di dare particolare rilievo a questo strumento poiché è, a nostro avviso, indispensabile per chi effettua svariati "esperimenti" su PC che non sempre vanno a buon fine.

Questo tool offre la possibilità di creare un CD di boot che ti permette di ripristinare l'immagine anche nel caso in cui il vostro sistema operativo non parta. Vediamo come crearlo.

Nel menu Strumenti & Utilità cliccate su Creazione di supporto di ripristino avviabile.

Lasciate le impostazioni di default e, cliccando su Avanti, fino ad arrivare a questa finestra.

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Ora siete liberi di scegliere se creare il disco di boot su floppy se lo avete (direi che non è la scelta più adatta, anche perché ve ne servono parecchi) o scriverlo direttamente su CD-R/RW oppure se creare un'immagine ISO e masterizzarla in seguito o ancora utilizzare un supporto USB.

Una volta creato il CD di boot, basta inserirlo nel lettore, modificare il boot order nel BIOS in modo che venga letto per primo e avrete il vostro programma Acronis direttamente nel CD-ROM che vi consentirà di ripristinare l'immagine creata in precedenza senza dover reinstallare niente nel computer.

Tra i tanti software disponibili per il backup, secondo me il migliore resta Acronis True Image, per semplicità d'uso e per le funzionalità avanzate che possiede. È però un programma shareware.

Per chi avesse un hard disk Maxtor o Seagate e non volesse mettere mano al portafogli, esiste un'alternativa gratuita: il "fratello minore" MaxBlast 5. Per effettuare il download clicca qui (link diretto). Funziona solo con le marche di hard disk citate poche righe sopra.

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Con MaxBlast è possibile creare backup, ripristinare, clonare ed aggiungere dischi: in quanto gratuito, mancano funzionalità avanzate, come, per esempio, Try&Decide. Per chi non volesse pagare per una licenza di Acronis, questo risulta essere il migliore software gratuito per backup.

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Attenti a Malware Defense e a tutti i suoi cloni

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In questi giorni stanno arrivando numerose segnalazioni riguardo ad un software rogue piuttosto insidioso, chiamato Malware Defense. In rete si trovano anche alcuni suoi cloni, come Antimalware, e altre varianti dello stesso rogue che comprendono pure un rootkit.

La rimozione si presenta piuttosto "macchinosa", soprattutto per la variante con il rootkit, ma non così difficile.

Mentre i rogue "normali" si accontentano di disabilitare il Task Manager per nascondere la loro presenza e rendere più difficile la rimozione, una caratteristica piuttosto insidiosa di questo Malware Defence è che, nella variante "con rootkit", viene disabilitato l'antivirus e molti antispyware

Nell'articolo vedremo come si comportano Malware Defense e in particolare Antimalware durante l'infezione, ma capiremo anche come rimuoveli nel modo più corretto.

Per prevenire invece l'infezione, oltre ad un buon antivirus sempre aggiornato, ritengo sempre più indispensabile un firewall dotato di hips: vedrete nelle pagine seguenti alcuni degli avvisi che generava il virus e mostrati da PC Tools firewall.

Quando si comincia ad accorgersi di strani collegamenti verso siti misteriosi e dell'avvio di eseguibili sconosciuti, si può sempre bloccarli, in modo da impedire, o almeno limitare, l'infezione.

L'infezione

I metodi preferiti per iniziare l'infezione sono quelli visti più volte in passato: un link in un messaggio di posta, simpatici e invitanti banner su qualche sito poco affidabile che vi invitano a provare questi programmi "miracolosi". Inoltre, ultimamente vanno molto di moda i falsi portali, sullo stile di YouTube, con video, di solito di genere porno, che propongono aggiornamenti di codec o di flash player per visualizzare i filmati proposti.

Una volta caduti nella trappola, cominciano ad apparire sul vostro desktop inquietanti messaggi inerentila presenza di virus e l'invito a scaricare qualcosa che vi risolverà il problema.

Anche AntiMalware non sfugge alla regola e mi invita a scaricare un free scanner.

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Avviato il "Donwload" (come scrivono nella finestrella che si è aperta), comincia lo scarico e l'installazione del resto del rogue software.

Metto le due schermate di Malware Defense e Antimalware affiancate in modo da farvi vedere che sono due perfetti cloni.

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Segue una lunga serie di collegamenti verso siti Cinesi da parte delle componenti del malware.

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A questo punto l'infezione è già pienamente attiva e il malware tenta di convincervi a disinstallare i vostri programmi di protezione regolari in modo da non essere scoperto troppo presto.

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Malware Defense non si accontenta e vuole anche un vostro indirizzo email per poi seppellirvi di spam.

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A questo punto si avvia la scansione che trova alcuni falsi problemi, Malware Defense, in una versione registrata che ho trovato sul Web, si accontenta di mostrarmene due.

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Molto più preoccupante è AntiMalware, non registrato, che segnala 10 file infetti totalmente inventati.

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Seguono numerosi e ripetuti avvisi di attacchi attraverso la rete e l'invito ad acquistare la versione definitiva del programma per rimuovere i problemi trovati.

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Non mancano gli avvisi da parte del Windows Security Center, che ricorda molto il Centro di sicurezza di Windows.

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O anche quelli di un simil firewall di Windows

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La rimozione

Per le persone colpite dalla variante con rootkit la prima operazione che devono fare è scaricare questo archivio estrarne il contenuto e avviare l'eseguibile TDSSKiller.exe che trovate al suo interno.

Non avendo modo di provare con questa variante del virus, suppongo vi chiederà un riavvio del PC per rimuovere il rootkit.

Adesso la rimozione si presenta abbastanza facile. Per prima cosa scaricate The Avenger, estraetelo in una cartella qualsiasi ed avviatelo.

Incollate queste righe nella schermata bianca che si è aperta:

  1. Folders to delete:
  2. %UserProfile%\Impostazioni locali\Temp

Togliete il segno di spunta dalla voce Scan for Rootkits e premete il pulsante Execute.

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Rispondete di Si alle richieste di Avenger e se il computer non dovesse riavviarsi da solo, fatelo voi.

Dopo il riavvio del PC dovrebbero essere scomparsi i vari popup pubblicitari-allarmistici.

Per completare la rimozione, andate nelle cartelle Programmi\Antimalware o Programmi\Malware Defense e avviate il file Uninstall.exe per rimuovere il Rogue. Lo trovate anche nelle applicazioni installate e lo potete disinstallare anche da li.

Avviate Hijackthis e cercate le righe che trovate nella sezione che inizia con 04 e che fanno avviare il rogue, selezionate le caselle sulla sinistra e premete Fix Checked per eliminarle. Il percorso del secondo eseguibile può cambiare a seconda del rogue che vi ha infettato, potrebbe esserci Malware Defender se avete contratto questa variante.

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Se non volete usare The Avenger e volete fare tutto manualmente scaricate Process Explorer (il Task Manager di Windows è disabilitato) estraete il contenuto dell'archivio in una cartella qualsiasi e avviate l'eseguibile che trovate al suo interno.

Individuate i processi che fanno parte del rogue, io ne avevo tre attivi, cliccate con il tasto destro del mouse su ciascuno di essi e selezionate Kill Process. Dovete essere piuttosto veloci a terminarli perché tendono a riavviarsi.

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Una volta terminati i processi cancellate tutto il contenuto della cartella Temp e disinstallate l'applicazione rogue.

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Fatto questo potrebbe rimanere qualche link sul Dekstop o nel menu Avvio che potete cancellare manualmente senza problemi.

Finita la rimozione, dovreste essere in grado di reinstallare il vostro antivirus e l'antispyware, se erano stati bloccati dal rootkit o se eravate caduti nel tranello e li avevate disinstallati voi quando richiesto dal rogue software.

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