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29mag/090

In arrivo il WiMax mobile di Huawei

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Arriva in Italia con “Retelit” il WiMax mobile. La scelta per lo sviluppo della prima rete WiMax 802.16e è ricaduta sulla cinese Huawei.

Grazie alla tecnologia MIMO (multiple input, multiple output), è possibile aumentare la copertura sia quantitativamente che qualitativamente.

Retelit, che detiene la licenza per la frequenza BWA a 3,5 Ghz, ultimamente si è vista protagonista di un accordo con l’operatore “WI+” per la copertura in WiMax di Lombardia e Piemonte. Gilberto di Pietro, direttore generale dell’azienda ha commentato:

Il piano di sviluppo di Retelit È rigoroso, stiamo lavorando duramente per coprire il Nord e il Centro Italia. Huawei, grazie alla sua grande esperienza e alla tecnologia di altissimo livello nel campo del WiMax mobile, porterà la nostra rete a servire i nostri clienti con eccezionali servizi di accesso alla banda larga wireless

Ricordiamo che il protocollo 802.16e denominato WiMax mobile dovrebbe permettere ad un terminale di collegarsi alla rete da un veicolo in movimento fino alla velocità di 120 km/h.

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29mag/090

“Casa Internet” la futura e ancora sconociuta offerta a banda larga di Telecom

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A pagina 15 del documento che riassume i dati finanziari di Telecom troviamo un’importante anteprima su una nuova ma ancora sconosciuta offerta a banda larga per l’utenza casalinga.

Casa Internet“, questo il nome della nuova proposta broadband che Telecom lancerà probabilmente nei primi mesi estivi (giugno?).

Di lei sappiamo solo “the new ADSL offer of Telecom Italia without monthly fee for Web-browsing without limits at home”, che traducendo si riassume in una nuova offerta senza canone e senza limiti. Parole enigmatiche che potrebbero anche nascondere interessanti novità.

Possiamo solo intuire tuttavia alcune cose: “Casa Internet” sarà un’offerta su linea solo dati, un segmento questo, che prospetto alla mano, ha rappresentato un vero boom per Telecom grazie all’attuale offerta “Alice casa”.

Vedremo dunque cosa tirerà fuori Telecom dal cilindro anche perché un abbonamento senza canoni fa pensare ad una linea a consumo, ma questo rappresenterebbe un passo indietro e qualcosa di già visto. Attendiamo dunque fiduciosi…

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28apr/090

Disegniamo la struttura delle nostre reti con Look@lan

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Se ci troviamo per la prima volta a mettere mano ad una rete, soprattutto se composta da un buon numero di computer, switch, router… uno dei primi passi che dovremo sicuramente affrontare è quello di conoscere la composizione esatta della rete.

Detta in parole povere, dovremo scoprire quali macchine sono installate, a che servizi sono dedicate e quando sono attive.

Un bel problema soprattutto quando le reti sono come detto davvero corpose. In nostro soccorso può arrivare un semplice ma efficace programma: Look@lan.

Look@lan, che è assolutamente gratuito, ci permette infatti di effettuare la scansione di un certo range Ip da noi prima preimpostato per verificare la presenza di macchine collegate alla rete.

Con questo test non vedremo semplicemente il numero di periferiche connesse, ma anche una nutrita serie di informazione aggiuntive.

Sapremo il sistema operativo utilizzato, le porte aperte e i servizi ad esse collegati, le informazioni del NetBios e molto altro ancora.

Potremo anche tenere sotto controllo la rete per un certo periodo per verificare l’attività in rete delle periferiche.

Insomma un software decisamente utile che non può mancare nella collezione di un SysAdmin. Unica nota negativa, la non piena compatibilità di funzionamento con Vista.

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28apr/090

Presentato il nuovo standard Bluetooth 3.0 High Speed

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Avevamo preannunciato pochi giorni fa che sarebbe arrivato presto il nuovo standard Bluetooth e come previsto ci siamo.

La Bluetooth Special Interest Group, l’associazione che sviluppa questo standard ha presentato il nuovo “Bluetooth 3.0 High Speed“.

Come avevamo anticipato, la novità più interessante è l’implementazione in questo nuovo standard del protocollo 802.11 che è proprio dello standard WiFi.

Questa sinergia permetterà infatti trasferimenti molto più rapidi, sino a 24Mbit.
Vediamo come funziona.

L’accoppiamento tra i dispositivi sarà sempre compito del Bluetooth, così come il trasferimento di file di piccole dimensioni. Laddove invece sarà necessario trasferire file di grandi dimensioni, il Bluetooth attiverà il supporto WiFi che verrà sfruttato per il trasferimento dei dati.

Finalmente il Bluetooth colmerà la sua più grande lacuna che è sempre stata quella della lentezza del trasferimento dei dati, problema che andava assolutamente risolto, soprattutto in un’epoca in cui le reti wireless devono poter garantire prestazioni di assoluto rilievo.

Infatti grazie a questo aumento di velocità, il Bluetooth potrà anche essere utilizzato per lo streaming, facendo dialogare per esempio un palmare e una televisione o computer.

I primi modelli dotati di questo nuovo standard arriveranno molto presto, addirittura nei primi mesi del 2010, ma non è escluso che molti attuali prodotti (per esempio gli smartphone dotati di Bluetooth e di WiFi) con un semplice aggiornamento software non possano già ora essere adeguati al Bluetooth 3.0.

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20apr/090

L’Europa dovrebbe preservare gli investimenti delle reti a banda larga

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“Deutsche Telekom, France Telecom, Telefonica e Telecom Italia” hanno presentato qualche giorno fa all’Unione Europea un documento in cui chiedono un radicale cambiamento nei regolamenti per l’accesso alle reti di seconda generazione (le così dette NGN) al fine di preservare gli investimenti per la realizzazione di tale reti.

Tradotto in un linguaggio comprensibile, questi 4 operatori chiedono che l’Europa si esprima in merito alla possibilità di limitare l’accesso da parte di operatori terzi alle reti di seconda generazione che realizzeranno loro a fronte eventualmente di un sostanzioso aumento delle tariffe wholesale.

Per chi ha una buona memoria, attualmente vige il regolamento (o dovrebbe… ) che specifica come i costi di accesso alle reti devono garantire la massima concorrenza tra gli operatori permettendo a chi affitta le reti di produrre offerte al pubblico competitive.

Come sappiamo, da noi questo tema è stato molto discusso con Telecom che di fatto si è sempre comportata come monopolista creando spesso e volentieri l’impossibilità di permettere agli operatori wholesale di proporre offerte competitive.

Ora dunque questa annosa questione torna nuovamente a galla. Si chiede dunque di innalzare le tariffe wholesale per garantire gli investimenti fatti. Cosa dirà l’Unione Europea? Difficile da dirlo, tuttavia sono da tempo ben note le posizioni antimonopolistiche europee e dunque l’Europa potrebbe non vedere di buon occhio questa proposta.

Staremo dunque a vedere e vi terremo aggiornati.

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15apr/090

Nokia “affonda” il WiMax e punta sull’LTE

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Già in passato, vi avevamo raccontato che Nokia aveva ritirato dal mercato l’Internet tablet N810 WiMax, un prodotto che non era riuscito non solo a sfondare, ma ad avere un minimo appeal. Troppo acerba la tecnologia WiMax per attirare utenti su quel prodotto e forse di poco appeal proprio il WiMax stesso, troppo lento a decollare e troppo costoso da realizzare.

Arriva però da Nokia stessa una dichiarazione netta, che di fatto boccia senza appelli la tecnologia WiMax paragonandola al Betamax, uno standard molto promettente per la riproduzione dei video su cassetta poi “affondato” e sostituito con molto successo dal noto VHS.


Un paragone molto duro che segna l’ufficiale abbonandono da parte di Nokia di qualsiasi investimento sulla tecnologia WiMax.

Di seguito la dichiarazione ufficiale del vicepresidente di Nokia.

“Non credo che il futuro di WiMax sia molto promettente (ha spiegato Anssi Vanjoki, vicepresidente dell’azienda finlandese, citando un evento passato alla storia nel settore IT) Betamax è stato in circolazione per molto tempo, ma VHS dominava il mercato: e vedo la stessa cosa ripetersi oggi”.

Nokia si concentrerà sull’LTE, il futuro standard 4G che permetterà di raggiungere velocità di oltre 28Mbit sulle reti mobili e che dovrebbe debuttare entro il 2015 e che non richiederà costi enormi nella sua implementazione.

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10apr/090

Come virtualizzare la propria rete con VMware Server 2.0

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La virtualizzazione, cioè quel processo che ci permette di creare più ambienti autonomi su uno stesso computer condividendone le risorse hardware, ha compiuto un balzo in avanti enorme sia dal punto di vista delle funzionalità sia dal punto di vista dell’utilità.

Con la virtualizzazione possiamo creare per esempio ambienti di test, un fatto questo molto utile agli amministratore di reti che possono sperimentare nuove soluzioni senza dover disporre di un nuovo computer e senza rischiare di “fare” danni ai terminali principali. Possiamo ancora per esempio, creare vere e proprie reti virtuali i cui server gireranno di fatto in un’unica unità fisica.

Gli esempi di utilizzo potrebbero essere molti, ma vediamo di spiegare come realizzare una rete virtuale con VMware Server 2.0. Questo potente software rilasciato gratuitamente ci permette di creare, configurare ed eseguire le nostre macchine virtuale cioè gli ambienti autonomi e isolati dal computer principale ognuno dotato di un proprio sistema operativo.

Per virtualizzare è importante disporre di un computer abbastanza potente con almeno 2GB di RAM e con processore dual core. In caso contrario le prestazioni saranno davvero ridotte.

Il software è disponibile sia per Windows che per Linux e l’unica cosa richiesta da VMware sarà una registrazione gratuita dopo la quale ci verrà fornita una seriale.

La scelta migliore è sicuramente utilizzare un computer Linux, meglio se con Debian o Ubuntu, questo perché Linux consuma meno risorse di Windows e dunque ne lascerà di più per un utilizzo nelle macchine virtuali.

L’installazione è davvero banale sia con Windows (doppio click sul file exe) che con Linux (./vmware-install.pl).

Installato il software l’amministrazione avviene via browser, anche da remoto. L’indirizzo da digitare sarà: “https://ip-server:8333″
Dopo aver inserito la user e password ci troveremo di fronte al setup di tutto il server.

console vmware server

L’interfaccia ci permette di tenere sotto controllo sia l’host, cioè la macchina fisica monitorandone le prestazioni e i consumi di risorse, sia le macchina virtuali che potremo andare a creare tramite un comodo wizard.

Le macchina virtuali sono ampiamente configurabili, potremo assegnare un certo quantitativa di risorse, assegnare specifici ip, renderle compatibili con dispositivi esterni USB e molto altro ancora.

Ogni macchina virtuale una volta accesa viene amministrata da una console che verrà installata in automatico al primo avvio.

Il sistema operativo può venire installato sia da una Iso presente nel nostro hard disk sia via CD/dvd-rom. L’installazione è molto più rapida rispetto a quella fatta su un computer normale.

A questo punto siamo pronti e con le nostre macchina virtuali potremo fare tutto, come se fossero dei normali computer. Dunque connetterci da remoto e utilizzarle come server http, ftp, oppure utilizzate all’interno di una Lan come server di rete, firewall, server di dominio. Di fatto nessun grande limite.

Unica nota, l’obbligo di fare un po’ di prove; il fatto che il software sia semi automatico, non ci rende immediatamente degli esperti nella virtualizzazione.

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23mar/090

Il comando ipconfig/all

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Dopo aver visto quali sono le informazioni messe a disposizione dal comando “ipconfig“, in questo post impariamo a conoscere l’opzione “/all” del comando.

Come per l’altro post, farò riferimento alle configurazioni presenti sul mio PC nel momento in cui sto scrivendo: il mio PC è connesso a una rete senza fili alla quale è collegato un router che fornisce l’accesso a Internet. Voi potreste visualizzare informazioni differenti in funzione delle configurazioni di rete del vostro PC.

Per lanciare il comando seguiamo le stesse istruzioni già viste: apriamo la finestra dei comandi (Start -> Esegui - > cmd.exe) e digitiamo sulla console DOS il comando ‘ipconfig/all‘.

Come nel caso del comando “ipconfig” verranno visualizzate tutte le schede di rete del nostro PC:
# Scheda Ethernet Connessione rete senza fili (interfaccia WiFi);
# Scheda Ethernet Connessione alla rete locale LAN (interfaccia Fast Ethernet 10/100Base-T);
# Scheda Ethernet Connessione rete Bluetooth (interfaccia Bluetooth);
# Scheda PPP ADSL (interfaccia PPP del router verso la rete telefonica);

La differenza rispetto al comando “ipconfig” semplice sta nel contenuto informativo delle singole schede; oltre a indirizzo IP, maschera di sottorete e indirizzo IP del gateway, con l’opzione “/all” troviamo le seguenti informazioni addizionali:
# Indirizzo fisico: si tratta dell’indirizzo MAC della scheda (identificativo univoco della scheda);
# Indirizzo IP del DHCP server (con DHCP abilitato);
# Indirizzi IP dei server DNS;

Cerchiamo ora di capire cosa sono queste informazioni aggiuntive e a cosa servono.

Il DHCP è il protocollo che permette l’assegnamento automatico degli indirizzi IP.

Nel caso dell’interfaccia PPP l’indirizzo viene assegnato tramite protocollo PPP e di conseguenza, su quella interfaccia, la funzionalità di DHCP sarà disabilitata e nessuna informazione relativa al server sarà presente.

Nel caso dell’interfaccia WiFi, invece, l’indirizzo IP viene fornito proprio tramite DHCP: il router, che svolge il ruolo di server, assegna un indirizzo IP al client (il nostro PC).

Sull’interfaccia WiFi troveremo, di conseguenza, le seguenti informazioni:
# DHCP abilitato: Sì. Questo indica che la funzionalità del DHCP sono abilitate;
# Server DHCP. Si tratta dell’indirizzo IP del server DHCP da contattare per richiedere un indirizzo IP. È uno degli indirizzi IP che fanno capo al router WiFi (che implementa la funzionalità di server DHCP);
# Lease ottenuto e Scadenza lease. Si tratta del periodo di validità (istante di attribuzione e scadenza) dell’indirizzo IP assegnato; una volta scaduto, il client deve richiedere un nuovo indirizzo IP al server;

Passiamo al DNS.

Il server DNS è l’importantissimo dispositivo di rete che “risolve” gli indirizzi IP.

Quando navighiamo in Internet solitamente digitiamo nella barra degli indirizzi il nome del sito (nel famigerato formato: www.etc_etc.it); questo formato, seppur semplice da ricordare per l’essere umano, non può essere usato dalle macchine, che, invece, lavorano sulla base degli indirizzi IP.

Affinché questo meccanismo di navigazione funzioni, sono necessari quindi degli oggetti che, dato il nome di un dominio, ne restituiscano il suo indirizzo IP: questi oggetti sono appunto i server DNS i cui indirizzi IP sono presenti nel set di informazioni dell’interfaccia PPP.

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23mar/090

MMS e Tethering già disponibili per gli iPhone italiani

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Questo post è rivolto agli sviluppatori autorizzati da Apple: quelli che si sono registrati al programma, hanno pagato la quota di adesione (99 $) e hanno quindi avuto la possibilità di scaricare il nuovo iPhone OS 3.0.

Chi si trova in questa situazione, e possiede un iPhone 3G, può, se vuole, già abilitarlo alla funzione di Internet tethering (che, lo ricordo, consente l’utilizzo del melafonino come modem esterno per il computer) e all’invio di MMS sia con Vodafone che con Tim; l’hack è stato realizzato dal team di DarkApples e si installa in pochissimi secondi: vediamo come applicarlo, seguendo le indicazioni di iRev.

Innanzitutto bisogna aver aggiornato il proprio iPhone con il firmware 3.0 Beta, quindi collegare l’iPhone ad un Mac su cui sia installato iTunes 8.1 ed effettuare la sincronizzazione; occorre quindi scaricare uno dei due file di configurazione, messi a disposizione di DarkApples: scegliete quello giusto, a seconda che il vostro operatore telefonico sia Tim o Vodafone.

A questo punto, basterà scegliere “Cerca aggiornamenti”, mantenendo premuto il tasto ALT e indicare il file di configurazione appena scaricato; il tutto richiederà pochi secondi, dopo di che sarà possibile riavviare il dispositivo e testare i due nuovi servizi.

Infine segnaliamo che l’hack non è ufficiale, con tutto ciò che ne consegue. Quindi consigliamo di procedere solo a chi si sente in grado di risolvere eventuali problemi.

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