1,6 TB in un solo disco: realtà o fantascienza?
Secondo la rivista Science, un nuovo metodo di registrazione ottica potrebbe spianare la strada per l’archiviazione di dati su disco, con una capienza pari a 300 volte la capacità di memorizzazione attuale del DVD standard. Tutto ciò significa che, su un solo disco, andrebbero la bellezza di 1,6 terabyte di dati.
La tecnica impiegata dai ricercatori della Swinburne University of Technology in Australia, si basa su nano-molecole di oro, usate come mezzo di registrazione, e su un approccio “5-dimensionale” all’archiviazione dei dati, ottenibile manipolando il laser del puntamento. Le cinque dimensioni usate sono: le solite due su piano, una terza dimensione spaziale (profondità), una dimensione spettrale e una di polarizzazione.
Gli sforzi dei ricercatori sono volti a dimostrare come la tecnica olografica può permettere, nel prossimo futuro, l’archiviazione fino a 500 GB su supporti standard come i DVD odierni. La cosa però, anche se possibile, non è così semplice da allargare a una produzione industriale. Su questo ora i ricercatori stanno lavorando con Samsung, anche perché, se da un lato aumenta la capacità, questa tecnologia ha un metodo di accesso e scrittura ai dati simile a quella sequenziale, allungando quindi i tempi di lavoro su questo nuovo tipo di archiviazione.
Il dispositivo di lettura e scrittura, si diceva, risulterebbe alquanto costoso da implementare su larga scala, al momento, ma anche per la tecnologia Blu-ray si facevano le stesse valutazioni qualche tempo fa, eppure ora sta diventando sempre più popolare nella distribuzione e nel prezzo.
Un nuovo CEO per PPLive, in arrivo da Microsoft
Nuovo CEO per PPLive, il servizio di videostreaming che usa il P2P per la distribuzione dei contenuti, si tratta di Vincent Tao, ex senior director della divisione servizi online di Microsoft.
Tao era entrato in Microsoft ai tempi dell’acquisizione, da parte del gruppo americano, di Geotango, la società che stava alla base del servizio di mappatura digitale “GlobeView” e che era stata lanciata proprio da Tao, il quale dopo aver venduto la sua “creatura” al Colosso del software si era ritagliato un posto di rilievo all’interno del management dell’azienda di Redmond.
Quella di Tao si potrebbe definire una vera e propria sfida, dato che il progetto PPLive, seppur ambizioso e molto diffuso in Cina, sembrerebbe avere comunque un ruolo limitato nel mondo occidentale. Senza contare che anche alcuni illustri predecessori del videostreaming che usavano il P2P, come Babelgum e Joost, hanno dovuto abbandonare a causa dello scarso riscontro degli utenti.
Riuscirà Tao e la “sua” PPLive ad imporsi sul mercato? Difficile dirlo, ma di certo il mercato cinese è strutturalmente diverso da quello occidentale, dato che la banda larga in Cina costa parecchio ciò potrebbe indirizzare verso la strada del P2P lo streaming audio-video, così come il fatto che PPLive abbia una base 110 milioni di clienti dimostra l’attenzione del mercato verso questa piattaforma.
Tuttavia di questo è fortemente convinto Tao, secondo cui la condivisione sarà lo strumento necessario per portare l’alta definizione nel videostreaming. Stessa convinzione quando arriva a dimostrare di avere una visione “globale” del mercato affermando di “voler stringere accordi con i fornitori di contenuti internazionali”, ovviamente al fine di arricchire la qualità dell’offerta e attrarre nuovi clienti.
Amazon lancia l’HD per alcuni suoi contenuti
L’HD arriva su Amazon. La famosa compagnia che si occupa di e-commerce arricchisce infatti il proprio catalogo di contenuti televisivi e cinematografici in alta definizione.
Il servizio disponibile solo negli Stati Uniti, sarà fruibile anche tramite alcuni Set-top-box dedicati, quali TiVo DVRs, Rokùs Digital Video Player e altri. Il catalogo attualmente disponibile, seppure non quantificato con precisione da Amazon, dovrebbe comprendere centinaia di titoli di diversi che vanno dai più apprezzati show televisivi per arrivare ai film.
Il prezzo cresce di un solo dollaro rispetto alla corrispettiva versione a definizione standard. Per la precisione con quasi 5 dollari si noleggia un film in HD e con 3 dollari una produzione TV. Il tutto con il vantaggio di stare comodamente a casa e di poter fruire della visione sulla propria TV.
Un’importante novità per il mondo dell’intrattenimento domestico e per la diffusione dei contenuti in HD. Una diffusione che, almeno in Italia, sta avendo qualche difficoltà rispetto all’estero e che ancora vede molto indietro i nostri broadcaster, con la sola Sky Italia impegnata a distribuire alcuni canali in alta definzione e la Rai che ha provato le prime, ma sporadiche, sperimentazioni sul DTT in alcune regioni.
Vedremo se spetterà ad Internet e alla sua proverbiale flessibilità il ruolo di “apripista” in questo settore. Anche alla luce del sempre maggiore avvicinamento tra la Rete e gli apparecchi TV intesi nel senso più tradizionale del termine. Una soluzione che slega la banda larga da una fruizione limitata al solo monitor del computer.
Il rinnovato Mediaset.it dedica più spazio ai video dei programmi
Una nuova veste grafica e una diversa impostazione dei vari menù compongono il restyling di Mediaset.it, il portale dell’omonimo Gruppo televisivo che diffonde i suoi programmi su tutte le piattaforme digitali.
Rinnovata la veste grafica, uniformata ora al resto degli altri siti del Gruppo, e rinnovata anche l’organizzazione delle varie sezioni, ora resa più razionale e meglio organizzata. Il portale è infatti diviso in aree tematiche a cui si accede dai pulsanti posti in alto, da cui si possono poi raggiungere i vari sotto-siti dedicati al singolo canale, all’informazione sportiva o ai video, tanto per citarne alcuni.
Ed è forse questa la novità e l’aspetto più importante del restyling del portale Mediaset, una scelta che fa capire chiaramente come il Gruppo punti moltissimo alla distribuzione di filmati in Web-streaming, ora ancora più accentuata rispetto a quanto era stato fatto con il precedente portale.
Fin dalla home page si può notare come i video siano messi in evidenza e abbiano un ruolo di primo piano nel completamento dell’offerta televisiva, mentre entrando nella sezione video si avrà accesso a tutto l’archivio dei filmati disponibili on-demand, contenenti le ultime puntate dei varietà di maggior successo, le repliche dei TG appena andati in onda e altri contenuti esclusivi.
Altra novità sarà la possibilità di vedere sul Web le repliche di tutte le gare e le qualifiche del motomondiale, un’ora dopo la messa in onda in diretta sui canali tradizionali. Così come si sta pensando a distribuire su Internet le puntate integrali dei programmi di maggior successo come il Grande Fratello e altri ancora.
Resta invariata l’offerta a pagamento, Rivideo, una sezione che offre on-demand anche eventi live, film in prima visione e fiction.
Possibile accordo tra Sony e YouTube per i film in streaming
Secondo alcune indiscrezioni rivelate da Il Sole 24 Ore, pare che Sony Pictures e YouTube siano in trattativa per consentire la distribuzione di alcuni film della major in streaming sul noto portale video.
Se l’accordo andasse in porto potrebbe consentire quindi l’arrivo su YouTube di titoli come Spider Man, Il Codice da Vinci, Man in Black e molti altri. Il che, considerato il recente accordo con la Disney per la diffusione di alcune produzioni della casa californiana, farebbe di YouTube uno dei maggiori portali video anche per quanto riguarda la distribuzione di contenuti professionali.
D’altronde in questa trattativa e in altre iniziative precedenti è molto facile leggere l’intenzione di Google di slegare l’immagine di YouTube da quella di una piattaforma prettamente composta da videoclip amatoriali caricati dagli utenti. Così come appare chiaro l’obiettivo di riuscire in qualche modo a “monetizzare” il traffico Web generato dal portale.
Una cosa che, in un certo senso, potrebbe anche essere vista come uno “snaturamento” di YouTube. Proprio perché a quel punto, gli utenti, da protagonisti attivi diventerebbero semplici spettatori che fruiscono di creazioni realizzate da professionisti del settore, ribaltando in un certo modo quanto proposto fino ad ora e soprattutto rimescolando un po’ le carte riguardo gli aspetti che hanno decretato il successo del sito.
Muziic: la musica “presa” da YouTube
Oggi parliamo di un programma davvero interessante e utile per sfruttare al meglio la piattaforma di YouTube. L’idea è venuta a un ragazzino di 15 anni, David Nelson, che ha pensato bene di ottimizzare la ricerca e l’ascolto di brani musicali offerti dal popolare sito grazie ad un software da lui creato e chiamato MUZIIC.
Come riportato da un articolo di Ernesto Assante per Repubblica.it, grazie a Muziic è possibile ascoltare in streaming milioni di canzoni, a volte inedite o relative a registrazioni di concerti, eventi live o quant’altro sia stato caricato sui server di YouTube.
Muziic funziona come un mediaplayer ed è scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale. L’interfaccia semplice e accattivante ricorda quella di Winamp e, come nel famoso player musicale, è possibile modificarne l’aspetto grazie ad apposite skins reperibili sul sito.
Attualmente il programma è in grado di creare e condividere playlist e canali tematici, e ha alle spalle una community in continua crescita che contribuisce ad arricchire i database di YouTube. Questo anche grazie ad una utility accessoria in grado di convertire i propri file.MP3 in file.FLV in alta qualità, in modo da poterli caricare online con estrema facilità e renderli disponibili su Muuziic.
Oltre agli indubbi pregi, il software nasconde anche qualche difetto che lo sviluppatore ha già promesso di migliorare con la prossima versione. Al momento le lacune maggiori riguardano il video che non può essere ingrandito a tutto schermo, e i problemi relativi alla ricerca dei file causati della scelta dei nomi fatta da parte degli utenti che li caricano su YouTube.
Dal punto di vista del copyright potrebbero sorgere alcuni problemi con le case discografiche piuttosto che con YouTube. Il servizio offerto da Muziic, infatti, permette soltanto di ottimizzare al meglio l’utilizzo della famosa piattaforma video. Solo il materiale presente su YouTube può essere condiviso nelle playlist di Muziic e quindi tutto dipende dagli accordi stipulati tra YouTube e le Major musicali.
Dopo il boom dei download e la conseguente diffusione della notizia sui maggiori siti e media americani, Google (che è proprietario di YouTube) ha contattato i genitori del ragazzo per discutere del futuro dell’applicazione. Da parte loro, hanno detto, non ci sono problemi con lo sviluppo di applicazioni per migliorare l’utilizzo di YouTube, a patto però che vengano rispettati i termini di utilizzo del servizio.
Grazie a TVsurf anche Coolstreaming arriva sulla TV
Grazie all’accordo con Coolstreaming, sarà possibile vedere tutti i contenuti proposti sul noto aggregatore video anche su TVsurf, il set-top box che riunisce in un unico prodotto la possibilità di seguire i canali del DTT con tutti quelli presenti sul Web.
Si amplia quindi la possibilità di fruizione dei numerosi canali di Coolstreaming, ma di rimando quella dell’intera piattaforma Web TV, disponibile non più soltanto sul PC ma anche sui più tradizionali e diffusi apparecchi TV.
Un connubio importantissimo che potrebbe aprire orizzonti nuovi al modo di percepire la TV via Web da parte degli utenti ma anche da parte degli stessi produttori, con la speranza di vedere quindi un maggiore ampliamento dell’offerta totale.
Basterà infatti collegare TVsurf al proprio televisore per poter ricevere tutti i canali in Web streaming, organizzati per genere e con la possibilità di cercare il proprio programma preferito. Il tutto sfruttando anche la funzione Time Shifting, che permette di bloccare la riproduzione e di riprenderla quando si vuole, grazie all’hard disk integrato da 160 GB.
Il decoder dà inoltre la possibilità di registrare i vari programmi e di fruire dei contenuti in alta definizione presenti sul Web e sul DTT, oltre alla possibilità di sfogliare le pagine di Wikipedia direttamente sullo schermo televisivo.
Ecco un video riepilogativo di alcune delle numerose funzioni del set-top box:
È chiaro come la parola d’ordine per la TV digitale sia convergenza tra più piattaforme. In questa direzione, ad esempio, va anche l’iniziativa di Yahoo, presentata tempo fa.
A testimonianza di come anche i produttori di hardware si stiano sempre più interessando alla produzione di ricevitori ibridi, a tutto vantaggio della praticità per l’utente, al quale basterà gestire un solo apparecchio per fruire di più canali multi-piattaforma.