Apple Snow Leopard 10.6.2 e Security Update
A distanza di un paio di mesi dal precedente aggiornamento, Apple ha da poco rilasciato una nuova versione del proprio sistema operativo Snow Leopard. L'OS passa così dalla edizione 10.6.1 alla nuova 10.6.2 comprendente alcuni miglioramenti sul fronte della stabilità e della sicurezza dell'ambiente software. La serie di update interessa anche il precedente sistema, Leopard (Mac OsX 10.5), con il nuovo Security Update 2009-006.
L'aggiornamento alla versione 10.6.2 di Snow Leopard porta ad alcune importanti modifiche generali, tra le quali spicca la risoluzione di un pericoloso bug che in alcuni casi poteva portare all'eliminazione dei propri dati sui Mac a causa di un malfunzionamento nella gestione dell'account ospite. L'update elimina un errore che portava al logout improvviso dal sistema e rimuove un problema di visualizzazione in Spotlight dei contatti di Exchange. La nuova versione 10.6.2 elimina un malfunzionamento che impediva la corretta gestione di alcune operazioni con il multitouch, un bug presente in Rubrica che rendeva in alcuni casi difficile l'inserimento di una immagine per distinguere i diversi contatti e alcuni problemi di bassa frequenza nei video visualizzati tramite Front Row.
Gli sviluppatori di Apple hanno poi prestato particolare attenzione alle connessioni VPN migliorando la gestione e di conseguenza l'affidabilità e la durata delle stesse. I miglioramenti hanno poi interessato numerosi applicativi della mela come iWork, iLife, Aperture, Final Cut Studio, MobileMe e iDisk. Il sistema di gestione dei font è stato rivisto sensibilmente per migliorare la resa dei caratteri ed eliminare alcuni malfunzionamenti legati a PostScript Tipo 1.
Sul fronte della grafica, il secondo grande aggiornamento per Snow Leopard porta con sé alcuni miglioramenti per gli adattatori DVI e Mini DisplayPort, la risoluzione di un bug che impediva al sistema di memorizzare correttamente le impostazioni personalizzate per la luminosità dello schermo, miglioramenti delle funzionalità per alcuni display e una maggiore affidabilità durante l'utilizzo di talune applicazioni.
Il client di posta Mail è stato nuovamente rivisto eliminando un bug che impediva una corretta sincronizzazione dei messaggi già letti da computer diversi. Gli sviluppatori hanno poi risolto una serie di malfunzionamenti che impedivano la corretta visualizzazione delle anteprime degli allegati durante la composizione di un nuovo messaggio, alcuni problemi legati all'avvio del programma e alla gestione delle mail ricevute tramite Exchange. Un'altra serie di aggiornamenti interessa, invece, l'opzione cloud MobileMe offerta da Apple e risolve problemi di sincronizzazione con iDisk, l'affidabilità del sistema di trasmissione dei dati e taluni bug legati all'accesso da parte di alcuni utenti da Preferenze di Sistema all'account del servizio tra le nuvole.
Il nuovo Snow Leopard 10.6.2 introduce la compatibilità con i serve AFP di terze parti, un miglioramento degli aggiornamenti automatici per stampanti e l'aggiunta di una finestra di dialogo per inserire più destinatari durante l'invio di un fax. Infine, per il browser Safari è stata migliorata l'affidabilità dei plugin ed è stato risolto un problema di distorsione nella funzione Top Sites.
Il Security Update 2009-006 interessa principalmente le versioni 10.5 e 10.6 di Mac OsX, comprese le edizioni server, e apporta una serie di aggiornamenti per migliorare la sicurezza del sistema operativo e delle applicazioni principali. Gli sviluppatori Apple hanno risolto un bug che poteva portare a problemi di corruzione della memoria nei client AFP e un malfunzionamento in Adaptive Firewall, che in alcune circostanze non era in grado di rilevare un tentativo di manomissione o un attacco mediante dizionario per sottrarre all'insaputa dell'utente una password di login SSH.
Tre aggiornamenti interessano Apache e sono tesi a risolvere alcune vulnerabilità che avrebbero potuto portare all'esecuzione di attacchi di tipo cross-site scripting o all'esecuzione di codice da parte di un utente malintenzionato all'insaputa del proprietario del sistema. Il Security Update risolve poi un bug presente in ATS che, attraverso il download o la visualizzazione di un documento contenente un font appositamente modificato, avrebbe potuto portare all'esecuzione di codice arbitrario. I miglioramenti interessano anche la gestione dei certificati SSL, la risoluzione di un bug in CoreGraphics, che avrebbe potuto portare alla chiusura inaspettata delle applicazioni o all'esecuzione di codice arbitrario tramite un file PDF modificato, e di due malfunzionamenti in CoreMedia.
Il Security Update risolve poi un'ampia serie di bug legati a CUP, Dizionario, Directory Service, Immagini disco, Dovecot, Event Monitor, fetchmail, FTP, Visore Aiuto, ImageIO, ICU, IOKit, IPSec, Kernel, libsecurity, OpenLDAP e OpenSSH. Il riproduttore multimediale QuickTime è stato rivisto per risolvere un problema di corruzione della memoria nella gestione dei filmati H.264 e MPEG-4. Attraverso la riproduzione di un video appositamente modificato, un utente malintenzionato avrebbe potuto eseguire codice arbitrario all'insaputa dell'utente.
Come accade sempre in queste circostanze, Apple consiglia di procedere quanto prima all'aggiornamento del proprio sistema. Laddove l'update non sia suggerito in automatico dal proprio sistema equipaggiato con Mac OsX, è possibile eseguire manualmente la procedura selezionando l'applicazione "Aggiornamento Software". I pacchetti per gli aggiornamenti possono essere scaricati direttamente anche dal sito web Apple. L'update per la versione 10.6.2 di Snow Leopard ha un peso complessivo pari a 473 MB (496 MB versione Server), il Security Update 2009-006 è da 231 MB nella versione Server e da 143 MB nell'edizione client.
Apple e Intel: svelati alcuni retroscena
Perché Apple, quando migrò ai processori x86, scelse di utilizzare solo quelli di Intel?
Dopo l’annuncio shock di Apple, questa domanda fu sulla bocca di molte persone e, recentemente, è tornata alla ribalta in occasione della condanna di Intel, da parte dell’Unione Europea, per abuso di posizione dominante.
Una risposta plausibile ci arriva dalle dichiarazioni rilasciate in una recente intervista da Tom McCoy, senior vice president agli affari legali di AMD.
McCoy sostiene che la scelta da parte di Apple di installare solo processori Intel nei suoi Mac ha origine negli accordi presi con la società di Santa Clara che prevedono, in cambio, un fondamentale aiuto da parte di Intel per l’ottimizzazione del software di Apple.
Il dirigente di AMD non mette però in discussione la legalità dell’accordo tra le due società; spera piuttosto che, quando Apple si sarà liberata di questo vincolo, ci sia qualche possibilità di collaborazione anche per AMD.
Secondo la maggior parte degli osservatori, la scelta di Apple è stata dettata soprattutto dall’indubbia superiorità di Intel nella produzione di processori per il settore mobile, che al momento sono utilizzati per tutti i Mac consumer.
Tuttavia l’ipotesi di un supporto speciale durante da transizione non è ancora stata smentita dalle due società, anzi, sembra che da Intel sia trapelata qualche timida conferma.
Apple avvia corsi per i più piccoli
I Retail Store statunitensi hanno annunciano dei corsi estivi gratuiti per far conoscere la suite iLife 09 e iWork 09 anche ai più piccoli.
Apple Camp, così è stato battezzato il workshop, si dedica a tutti i bambini dagli 8 ai 12 anni. I partecipanti potranno portare da casa materiale autoprodotto quali video, fotografie, musica e via dicendo, così da rendere l’apprendimento ancora più appassionante. Il tutto con la supervisione dei genitori che potranno loro volta imparare nuove funzioni per i propri Mac.
I corsi prevedono lezioni da tre ore ciascuno, suddivisi in quattro macroaree:
- Movie Workshop: Lights. Camera. Action;
- Music Workshop: Ready to rock?;
- Photo Workshop: Point. Shoot. Share;
- Presentation Workshop: Take the stage.
Il progetto è stato annunciato con entusiasmo da Cupertino, il quale ha inaugurato una pagina Internet appositamente pensata per l’evento. I corsi saranno disponibili in qualsiasi Store sparso sul territorio nordamericano. Non ci resta che augurarci che simili interessanti iniziative sbarchino presto anche in Italia.
La copertina del New Yorker disegnata su iPhone
Il prossimo numero del celebre periodico USA The New Yorker, in uscita il primo giugno, avrà una peculiarità: la sua copertina, infatti, è stata disegnata completamente attraverso un’applicazione per iPhone.
L’applicazione in causa si chiama Brushes e rappresenta sostanzialmente la tela e i colori scelti dall’artista Jorge Colombo. Secondo l’esperienza di quest’ultimo, disegnare con l’iPhone non gli ha restituito affatto la sensazione di fare qualcosa in digitale, piuttosto vi ravvisava una componente “poetica e magica”. Per di più, armeggiare con il telefono Apple davanti al museo di Madame Tussaud a Londra piuttosto che con una fotocamera o una tela, ha il notevole pregio di garantire l’anonimato di fronte ai passanti:
Ho ricevuto il telefono all’inizio di febbraio e ho acquistato immediatamente il programma così che potessi divertirmici un po’. Nessuno poteva immaginare che stessi disegnando.
A differenza dei mezzi più tradizionali, afferma Colombo, l’iPhone offre una molteplicità di strumenti che variano al variare del software, e inoltre garantisce alcuni privilegi unici come la possibilità di disegnare anche al buio. Infine, ma questa è una particolarità di Brushes, è perfino possibile registrare un filmato della creazione dell’opera.
Per chi fosse interessato a cimentarsi nella pittura su iPhone, non ha che da seguire questo collegamento su App Store per acquistare l’applicazione. Costo dell’operazione, 3,99 €.
Apple e Cartier, guerra lampo finita in pace
Fine settimana teso tra Apple e Cartier. Le parti si sono infatti trovate sul piede di guerra a causa di una coppia di applicazioni ospitata sull'App Store di Cupertino, ma le accuse dell'azienda produttrice dei noti orologi ha ricevuto immediata risposta e la prova di forza si è pertanto risolta in una pace immediata. Non si tratta peraltro del primo problema per Apple derivante dai contenuti dell'App Store: è di poche settimane or sono un caso di greve impatto relativo all'applicazione Baby Shaker.
La denuncia era già stata formalizzata presso la Corte Federale di Manhattan: la Cartier International ha infatti formalizzato le proprie accuse contro Apple a causa di una applicazione prodotta da terze parti (Digitopolis), ma approvata da Apple e regolarmente ospitata sull'App Store (la fonte unica da cui scaricare le applicazioni per il proprio iPhone). L'applicazione è denominata "Fake Watch" (accompagnata peraltro dalla "Fake Watch Gold Edition") ed è in grado di simulare il quadrante di un orologio Cartier sull'interfaccia touchscreen del telefono (o della parallela piattaforma iPod Touch). Risulta essere palesemente violato, pertanto, il design dell'azienda denunciante, la quale ha preteso la tutela del proprio marchio ed ha intrapreso la strada legale per lasciar intendere la serietà delle proprie intenzioni.
Fake Watch
Il caso si è sgonfiato nel giro di poche ore: Apple, nell'impossibilità di negare gli addebiti, ha incontrato la buona volontà della controparte ed ha assecondato tale approccio eliminando immediatamente l'applicazione contestata. Cartier International aveva come unica finalità la tutela del proprio design ed ha pertanto ritirato la propria denuncia appena Apple ha eliminato la "Fake Watch" incriminata. Il caso è chiuso ma per l'App Store di Cupertino non è il primo e non sarà presumibilmente nemmeno l'ultimo.
Apple aggiorna Leopard alla versione 10.5.7
Tempo di aggiornamenti per Leopard, il sistema operativo sviluppato da Apple. Atteso ormai da alcune settimane, e anticipato dagli immancabili rumors online, l'update porta Mac OsX dalla versione 10.5.6 alla nuova edizione 10.5.7. L'aggiornamento consente di risolvere alcuni problemi di compatibilità e introduce numerose migliorie per quanto concerne la sicurezza dei sistemi.
L'update da poco rilasciato rimuove un bug riscontrato nella Rubrica Indirizzi che non consentiva una corretta sincronizzazione dei dati sugli iPhone e su altri dispositivi. Le soluzioni per la connettività di AirPort subiscono alcune modifiche tese a migliorare la gestione dei network wireless di grandi dimensioni sui Mac equipaggiati con processori Intel. Anche il sistema di amministrazione è stato modificato per risolvere un problema legato alle stampanti che utilizzano il Generic PPD e per migliorare la sincronizzazione della cartella Home.
L'aggiornamento distribuito da Apple risolve poi una serie di bug riscontrati nell'applicativo di messaggistica istantanea iChat: impostando l'opzione "invisibile" attraverso un AppleScript non viene più terminata la connessione alle chat e il copia/incolla di un testo da Microsoft Office non causa più l'inserimento di un'immagine al posto del testo vero e proprio nella propria casella di chat. Numerose migliorie sono state poi apportate al supporto per la grafica, rivelatosi negli ultimi mesi carente sul fronte di alcune schede video ATI. Le modifiche migliorano l'esperienza d'uso dei videogiochi e la gestione di iChat, Cover Flow, Aperture e iTunes.
Il nuovo Mac OsX 10.5.7 introduce poi una serie di aggiornamenti per Mail, il client di posta elettronica di Leopard. Le patch migliorano le performance dell'applicativo e risolvono alcuni problemi legati alle estensioni dei file allegati, ai file PDF ed eliminano un bug che in alcune circostanze poteva portare a una chiusura inaspettata del programma. Novità importanti anche per MobileMe, il sistema cloud offerto ai clienti Apple in abbonamento: contatti, calendario e segnalibri registrati su Mac vengono ora sincronizzati automaticamente con il servizio cloud entro un minuto dalla loro modifica sul computer, su un altro dispositivo o direttamente online.
L'update introduce alcune innovazioni per migliorare le performance delle connessioni TCP e introduce un supporto più ampio per i server attraverso ssh Terminal. Migliorata anche la compatibilità con numerose stampanti USB prodotte da Canon e Brother. Sul fronte della funzione Controlli Censura sono stati apportati alcuni aggiornamenti per migliorare la gestione del tempo limite per l'utilizzo dei Mac e per risolvere alcuni problemi di compatibilità con iTunes e con le funzioni drag and drop di Safari, che a sua volta subisce un aggiornamento per migliorare la compatibilità con i proxy server.
Infine, oltre a una serie di aggiornamenti minori, l'ultimo update rilasciato da Apple apporta alcune importanti modifiche a Time Machine, l'applicativo concepito per semplificare la gestione dei backup. Le patch risolvono un malfunzionamento che portava il software a non riconoscere talvolta i volumi sui quali sono presenti i backup e ne migliora la compatibilità con Time Capsule.
La nuova versione di Mac OsX porta con sé anche il Security Update 2009-002 (disponibile anche per Tiger), il secondo grande aggiornamento sul fronte della sicurezza per l'anno in corso. Il pacchetto contiene oltre 40 patch tese a risolvere altrettanti malfunzionamenti potenzialmente pericolosi per la sicurezza e la stabilità del sistema. L'update apporta tre modifiche per Apache e la gestione dei protocolli FTP e HTTP che avrebbero potuto portare rispettivamente a fenomeni di cross-site scripting attraverso un proxy e a una response injection in seguito alla gestione di alcuni particolari file.
L'aggiornamento risolve poi alcuni bug che avrebbero potuto portare all'esecuzione di codice malevolo da parte di un utente malintenzionato attraverso ATS, CFNetwork, CoreGraphics, Cscope, Help Viewer, Kerberos, QuickDraw Manager, Spotlight e X11. Il Security Update rimuove poi una serie di bug nella gestione delle immagini disco che, attraverso l'utilizzo di particolari immagini appositamente modificate, avrebbero potuto portare alla chiusura inaspettata di alcune applicazioni e nei casi peggiori all'esecuzione di codice arbitrario.
Una patch corregge poi il plug-in per Flash Player, portando il famoso applicativo per la grafica vettoriale di Adobe alla più sicura versione 10.0.22.87. Una modifica al Kernel scongiura la possibilità di ottenere una serie di privilegi sul sistema in locale da parte di un utente, condizione che avrebbe potuto portare alla chiusura inaspettata degli applicativi e all'esecuzione di codice non autorizzato con privilegi sul Kernel. Infine, l'update pone rimedio a una serie di vulnerabilità riscontrate in PHP 5.2.6, aggiornando la soluzione software alla versione 5.2.8, e in Ruby che viene portato alla versione 1.8.6-p287.
Contestualmente all'aggiornamento per Leopard, Apple ha anche rilasciato una serie di patch di sicurezza per il suo browser Safari sia per la versione stabile 3 che per la beta della quarta edizione. Safari giunge così alla versione 3.2.3 nella quale viene risolto un bug legato a libxml, che avrebbe potuto portare all'esecuzione di codice non autorizzato durante l'apertura di alcuni siti web appositamente creati per tale scopo, una falla nella gestione dei feed e un problema legato a WebKit e alla gestione di oggetti SVGList. L'aggiornamento per la beta di Safari 4 apporta le medesime modifiche previste per la precedente versione del browser targato Cupertino.
Come avviene sempre in questi casi, Apple consiglia di procedere quanto prima all'aggiornamento dei propri Mac con le versioni aggiornate di Leopard o Tiger. L'update può essere eseguito direttamente da computer avviando l'applicazione "Aggiornamento Software", che identifica automaticamente la corretta edizione da scaricare, oppure attraverso il sito web della mela, avendo cura di selezionare la corretta versione per il proprio sistema operativo. I numerosi aggiornamenti apportati a Mac OsX e ai suoi principali applicativi giungono a circa cinque mesi di distanza dall'ultimo grande update rilasciato da Apple e a tre mesi dalla distribuzione delle ultime patch di sicurezza.
Apple brevetta i chioschi di iTunes
Sembra che Apple non sia molto lontana dall'idea dei punti vendita iTunes sparsi nella città, quelli che gli americani chiamano kiosk, piccole torrette collegate alla rete alle quali attaccare i propri device e dalle quali comprare musica o video. A confermarlo è un brevetto di 19 pagine depositato da Cupertino e scoperto da AppleInsider.
L'idea dietro un simile brevetto è quella per cui i contenuti dell'iTunes Store possano essere buoni per un acquisto estemporaneo, specialmente da parte di chi è in viaggio, al pari dei libri comprati all'aeroporto. Non potendo disporre tutti quanti di connessioni WiFi (libere o a pagamento) e non potendo contare su coperture gratuite nell'immediato futuro, sembra che Apple voglia risolvere così con mezzi propri il problema dell'allargamento della distribuzione.
Non si tratta certo di una soluzione totalmente originale: già Blockbuster e altri competitor avevano ipotizzato un simile sistema di distribuzione per i propri film e serie tv. Rispetto a quei progetti il brevetto depositato dalla Apple sembra comunque immaturo e bisognoso di molti ritocchi prima di diventare concretamente un prodotto. In primis ci sono i problemi di sicurezza legati alla connettività del punto vendita con i device ed inoltre gravano sul progetto anche le possibili situazioni di sovraccarico di una medesima connessione.
Chiosco iTunes
Cupertino sembra essere pienamente cosciente di cotanti problemi: nello stesso brevetto si leggono infatti le perplessità della compagnia riguardo il fatto che, risiedendo l'oggetto in un luogo pubblico, rischia la manomissione e tutte le altre interferenze ambientali possibili. Tali problemi, ipotizza Apple, potrebbero essere risolti con una connessione virtuale fisica: prima il device viene rilevato "fisicamente", tramite aggancio ad una porta ad hoc, e soltanto in seguito i dati verrebbero scambiati via wireless. I titoli più nuovi risiederebbero direttamente nella macchina in loco, mentre per il catalogo completo sarebbe necessaria una connessione attiva.
Nonostante le molte idee sembra comunque che il concetto di chiosco per la distribuzione di contenuti iTunes possa essere interessante più che altro per chi è in viaggio, l'unica tipologia di utente tecnologicamente interessato, ma privo di una connessione autonoma.
Schmidt non si dimetterà dal board Apple
No, Eric Schmidt non ha alcuna intenzione di lasciare la propria poltroncina all'interno del Consiglio di Amministrazione Apple. Colui il quale figura come CEO di Google, infatti, intende mantenere il suo posto nel board di Cupertino nonostante la Federal Trade Commission abbia evidenziato un potenziale conflitto di interessi ed una posizione scomoda per la miglior garanzia di una piena competitività tra le parti. La FTC ha peraltro messo in luce medesime obiezioni relativamente ad Arthur Levinson, anch'esso in entrambi i board pur se all'ombra della ben più scomoda presenza di Schmidt.
Tanto il CEO quanto il legale di Google, Kent Walker, chiariscono la linea che intendono portare avanti: le dimissioni non sono una ipotesi accettabile. Tra Google ed Apple, infatti, non vi sarebbe alcun tipo di concorrenzialità diretta e dove i due gruppi sovrappongono i propri interessi (sia pur se con forti differenze in quanto a valore di mercato) Schmidt si sarebbe sempre fatto carico di evitare la propria partecipazione alle discussioni. Se non si parla di iPhone, insomma, non c'è motivo per rimanere fuori dal board Apple. Nessun cenno a Chrome, che con tutta evidenza si mette sulla strada di Safari e che faceva parte delle osservazioni dell'FTC in occasione dell'ammonizione dei giorni scorsi.
La diffida della Federal Trade Commission giunge in relazione alla Clayton Antitrust Act del 1914, legge che prevede l'impossibilità di sedere in due board differenti se tra le parti v'è concorrenza. «Non penso proprio che Google veda Apple come principale concorrente», e con queste parole Schmidt mette il proprio sigillo sul caso. A questo punto la Federal Trade Commission avrà facoltà di proseguire nelle proprie indagini, portando a termine le minacce inviate a Mountain View e Cupertino per indagare nei dettagli le possibili problematiche generate dalle azioni di Schmidt e Levinson.
Eric Schmidt ed Arthur Levinson
Eric Schmidt ed Arthur Levinson
In Google non tutti sono particolarmente lieti del braccio di ferro con le autorità. Brandon Rees, in rappresentanza del gruppo di azionisti contrari alla posizione di Schmidt, spiega: «Non c'è ragione per questo perché non apporta alcun valore aggiunto [...] Non c'è niente da guadagnare e molto da perdere. Non vogliamo che Google diventi un diavolo per l'antitrust, come Microsoft». Don't be evil, Google.
Apple compra Twitter? La rete si divide
Apple sta per comprare Twitter. O forse no. In rete le notizie si susseguono alle smentite e molti gridano alla bufala. Così mentre TechCrunch e Valleywag danno la notizia del tentato assalto di Cupertino al minisocial network altri siti d'informazione fanno di tutto per smontarla.
Si tratterebbe di un'acquisizione incredibile, di quelle che fino ad ora sono capitate solo poche volte nella storia della rete (Google che prende YouTube o News Corp che ingloba MySpace). Secondo i due siti d'informazione Apple avrebbe messo sul piatto 700 milioni di dollari e non ci sarebbero ancora risposte dal CEO Evan Williams. La fonte, dicono, non è rivelabile ma pare si sia rivelata sempre affidabile in passato.
Di contro non ci sono altre conferme da nessun'altra fonte e sembra comunque improbabile una mossa del genere dalla compagnia di Steve Jobs. Molti altri siti, tra cui svetta il Guardian, sostengono infatti che una simile idea sia più che fantascientifica. Un conto è stato il tentativo di Google (azienda abituata e capace a monetizzare servizi gratuiti di successo) e un conto sarebbe il tentativo di Apple, società storicamente interessata solo a ciò che fa vendere più hardware.
La data fissata per l'annuncio della fantomatica acquisizione sarebbe l'8 giugno dal palco della Worldwide Developer Conference, eppure nessuno spiega cosa potrebbe fare Apple con Twitter se non un'applicazione per iPhone. Mai, infatti, è finora capitato che Cupertino si interessasse a qualcosa di buono per tutte le piattaforme. E inoltre, se davvero Twitter è sul mercato (cosa che l'azienda smentisce) come mai gli altri grandi nomi non stanno partecipando alla scalata?
Apple e Google nel mirino dell’antitrust
Apple e Google hanno formalmente ricevuto una sorta di avviso di garanzia da parte della Federal Trade Commission statunitense. I due gruppi, infatti, sarebbero al centro di una inchiesta per possibile violazione delle norme antitrust. Trattasi nella fattispecie di un caso raramente perseguito poiché relativo non tanto a specifiche azioni anticoncorrenziali, quanto più alla creazione dei presupposti affinché tali azioni possano accadere. Il sospetto dell'FTC nasce da una situazione specifica: i due gruppi hanno nei rispettivi consigli di amministrazione due elementi in comune.
Il primo è Eric Schmidt, colui il quale più di ogni altro è in posizione scomoda in questa situazione poiché al tempo stesso CEO Google, membro del board Apple ed inoltre membro del Science and Technology Advisory Council (PCAST) convocato da Barack Obama per derimere le principali questioni legislative relative al mondo della scienza e della tecnologia. Il secondo nome nel mirino è quello di Arthur Levinson, peraltro anche alla guida della Genentech (arrembante azienda impegnata nelle biotecnologie). Secondo il New York Times, la compresenza di Schmidt e Levinson nei "board of director" Apple e Google è esplicitamente vietata dalla Clayton Antitrust Act del 1914 poiché nella sezione 8 del dispositivo di legge si indica chiaramente come tale situazione vada evitata nei casi in cui tra le parti sussista un qualche rapporto tale da veder limitata la concorrenzialità.
Google ed Apple hanno il proprio baricentro su mondi sostanzialmente differenti e non in competizione tra di loro: da una parte v'è un motore di ricerca che trae il proprio nettare dall'advertising. Dall'altra v'è un gruppo che prospera sull'abbinata hardware/software. Con il passare del tempo, però, le parti si sono in qualche modo venute incontro, incrociando i propri destini peraltro con coincidenza di tempi con l'arrivo di Eric Schmidt nel board Google. La timeline vede infatti Schmidt approdare a Cupertino 6 mesi prima dell'annuncio dell'iPhone. Ad un anno dall'insediamento Google apre il fronte Android e la prima sovrapposizione con Apple è cosa fatta. Recentemente l'annuncio di Chrome apre il secondo fronte ed ora tanto nei browser (contro Safari) quanto nel mobile (contro l'iPhone) le due parti sono innegabilmente intrecciate in posizione ambigua.
Tradizione vuole che, in questi casi, i gruppi ammoniti dall'FTC facciano un passo indietro chiedendo agli elementi in comproprietà di abbandonare uno dei due board. Nel caso specifico ancora le parti non si sono espresse: tace l'FTC, tacciono Google ed Apple. Nel caso in cui la situazione non trovasse risoluzione la Federal Trade Commission potrebbe agire con fare punitivo. Ma difficilmente la cosa giunge come un fulmine a ciel sereno su Mountain View.
Che Google fosse nel mirino dell'antitrust USA era nell'aria ormai da tempo. Nel consesso, infatti, v'è il nome di Christine A. Varney, attiva prima con l'amministrazione Clinton ed ora riportata in prima fila da Barack Obama. Alla Varney sono state accreditate parole quali: «Per me, Microsoft è roba dell'altro secolo. Non ci sono problemi. [...] Continueranno però ad esserci problemi, potenzialmente con Google [...] ha acquisito un monopolio nell'advertising online». L'ammonizione odierna dell'FTC sembra dunque soltanto logica manifestazione di quelli che erano sintomi oltremodo chiari già nei mesi scorsi.