Il giorno della rimembranza
Oggi è il giorno del ricordo della Shoah e anche a casa mia è stata la sera dei ricordi. Si è parlato dei tempi in cui i miei genitori erano piccoli e la guerra c'era.
Bussava alle loro porte sotto forma di partigiani o di nazisti a seconda delle occasioni. Sia gli uni che gli altri chiedevano, nonostante tutto, un tozzo di pane, ma la paura era tanta. E dalle loro parole mi è parso di capire che non erano tanto chiare le parti in gioco. Nel senso che, tante volte succedeva che avessero paura anche quando arrivavano i partigiani e chiedevano loro ospitalità o accoglienza. Non ci si fidava della gente (e nemmeno oggi d'altronde, ma questo, a volte, ti salva la vita) e addirittura mi hanno raccontato di aneddoti in cui il nemico si ritirava ma non per questo non gli arrivava del piombo addosso. E dei ponti fatti saltare per evitare l'avanzata nemica e la ricostruzione degli stessi in legno all'arrivo degli americani. Americani... sempre con qualcosa da regalare... cioccolata o stecche di sigarette.
I ricordi dalla loro bocca arrivano a sprazzi... non chiari... ma nello stesso tempo a chi le ascolta sembrano immagini vivide come se stessero scorrendo in questo momento davanti agli occhi.
Mussolini si era alleato col suo nuovo amico Hitler e gli aerei passavano sopra la testa della povera gente che, a volte, faceva fatica a capire il motivo di tutto quello che succedeva. Alleanze, guerre, interessi comuni, alla gente comune tutte queste cose non interessavano. Avevano solo bisogno di un lavoro e di avere una pagnotta alla sera da mettere sotto i denti.
A volte ci si nascondeva per i fossi per evitare i bombardamenti (nemmeno i miei che erano presenti hanno saputo dirmi con precisione chi erano i colpevoli degli sganci). E quando ci si rialzava si vedevano buche e devastazione. E gli occhi che vedevano tutto questo a 10 anni ancora luccinano quando ne parlano.
Ma quello che mi ha fatto pensare più di tutto è stata una frase di mio padre: se a quell'epoca fossimo stati meno onesti la nostra condizione ora sarebbe diversa (leggi: migliore).
Dopo tutto quello che ha passato... (leggi: hanno passato) sentire una frase del genere scaturire dalla sua bocca non è per niente incoraggiante.